lunedì, Novembre 29, 2021
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Botte da orbi tra parenti alla processione: tre arresti e un fuggitivo a Secondigliano

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Una lite in famiglia è degenerata in una rissa di inaudita violenza durante il passaggio della Madonna dell’Arco.

di Luigi Nicolosi.

La lite in famiglia degenera in una rissa di inaudita violenza e durante la processione della Madonna dell’Arco volano botte da orbi. Teatro dello “scontro” il quartiere Secondigliano, dove ieri mattina soltanto il tempestivo intervento della polizia ha evitato che l’escalation di spinte, calci e schiaffoni avesse esiti ancor più drammatici. Pesante il bilancio dell’intervento, con tre persone finite in manette e sottoposte all’obbligo di firma in seguito all’udienza di convalida. Protagonisti in negativo dell’insolita vicenda Francesco Pierchio, 58 anni; Gennaro Pierchio, 24 anni; e Carmela Cannavacciuolo, 48 anni: tutti devono adesso rispondere del reato di lesioni personali, mentre i primi due indagati sono accusati anche di percosse e lesioni gravi. Un quarto uomo risulta invece al momento irreperibile.

La feroce aggressione si è consumata poco dopo mezzogiorno di ieri. È intorno alle 12,30, infatti, che le prime volanti dell’Upg e del commissariato Scampia si precipitano in via del Cassano. Davanti al civico 319, come segnalato dalla sala operativa, è in corso una lite tra alcuni residenti. Non appena la polizia arriva a sirene spiegate, quattro di loro tentano di guadagnare la fuga intrufolandosi in uno dei palazzi adiacenti. Quelle quattro persone, come avranno modo di ricostruire gli agenti di lì a breve, si sarebbero rese protagoniste del pestaggio di una loro parente, Emilia Pierchio, e dell’80enne Filomena Flagiello: alla base della lite ci sarebbe, come spiegato dalle vittime, una questione di eredità. Sta di fatto che la polizia riesce subito a immobilizzare i tre picchiatori, mentre un quarto, anch’esso loro congiunto, è riuscito a far perdere le proprie tracce scavalcando un muro di cinta. Il “latitante” è stato ad ogni modo già identificato e la sua fuga potrebbe avere le ore contate.

Tornando all’aggressione di ieri mattina, ai fini investigativi si è rivelata determinante la testimonianza fornita dalle due donne oggetto della violenza. Ascoltate dalla polizia dopo aver ricevuto le cure del caso in ospedale, la malcapitate hanno infatti fornito una minuziosa ricostruzione della vicenda. La più anziana ha spiegato di essere intervenuta dopo aver sentito provenire dalla strada delle urla disumane e, una volta affacciatasi dalla propria abitazione, aver visto la figlia che veniva massacrata di botte, pugni e calci in tutto il corpo. Puntando il dito contro i propri parenti, la donna ha quindi sostenuto di essere stata poi a sua volta malmenata non appena è intervenuta in difesa della figlia.

Ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria per tutti gli indagati, appare – se possibile – ancora più emblematica la ricostruzione dei fatti fornita in sede di querela da Emilia Pierchio, la prima donna a venire percossa: “Intorno alle 12, in occasione della celebrazione del passaggio della processione per la Madonna dell’Arco che ogni anno transita sotto il nostro palazzo, sono a prendere un euro quale offerta mentre avevo in braccio mio nipote di sei mesi. In quella circostanza Carmela Cannavacciuolo, affacciatasi al balcone, proferiva contro di me una serie di epiteti irripetibili perché, secondo lei, la funzione non doveva essere celebrata e anche quella di Pasqua”. In una manciata di minuti scoppia quindi il finimondo: “Nonostante la mia indifferenza scendeva da casa il figlio, Genny Pierchio, il quale minacciandomi mi diceva che la funzione non si sarebbe dovuta svolgere in quanto lì comandava lui. A questo punto è scattata l’aggressione fisica”. Soltanto il tempestivo intervento della madre, di alcuni passanti e dopo pochi minuti della polizia ha consentito di evitare il peggio. La donna, trasportata dal 118 al pronto soccorso del Cto, ha comunque rimediato una prognosi di 25 giorni per contusioni multiple. Nella furibonda rissa sono inoltre rimaste coinvolte anche altre due persone: un parente della donna più giovane e un malcapitato passante che voleva provare a calmare le acque. Un’idea, col senno di poi, decisamente pessima.

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