economia

di Natale Musella.

A Roma fanno il funerale alla talpa, una scavatrice sotterranea per formare gallerie e dare vita alla metrò. A Taranto ci si prepara a fare il funerale al complesso Arcelor-Mittal azienda che gestisce l’acciaio prodotto in Italia. A Genova ormai da qualche anno si continua a far morire le strutture per negligenza. A Venezia ci si prepara all’affondamento di una delle città più belle al mondo. A Napoli, anche se in più piccole dimensioni, si piange la morte di Whirlpool. Muoiono agenti sotto la responsabilità del loro mestiere: poliziotti, carabinieri, pompieri. Anche nelle fabbriche, tra l’altro come sempre, si registrano morti bianche, oltre a quelle provocate nelle zone a rischio.

La nostra domanda è questa: dobbiamo aspettare che l’Italia emetta l’ultimo respiro per far contenti alcuni personaggi come i finanzieri e con essi i venduti del giorno? Questo non lo si può accettare! Come se non bastasse si sono create piazze ghermite di prodotti ittici cercando un capro espiatorio laddove magari non c’è. Tutta questa distrazione certo non fa bene alla politica che dovrebbe cercare di adottare dei provvedimenti seri e veloci. È molto facile dare in pasto alla rabbia qualcosa o qualcuno che possa riempire il vuoto d’angoscia in chi si genera. Ma questo non risolve i problemi del nostro Paese che ci portiamo sul gruppone da decenni. Sarebbe invece salutare che si trovasse una via d’uscita.

Sembra che, a parte la demagogia di parte, un giovane senatore abbia suggerito, in una trasmissione televisiva, come si potrebbe far fronte a questa situazione con un programma choc. Però questo richiede l’accordo della maggioranza parlamentare sia di destra, di centro e di sinistra. Di questa proposta non si è sentito ancora parlare nei salotti politici televisivi, come mai? Allora i nostri politici intendono solo fare egemonia parlamentare e polemizzare sui veri problemi? È sicuro che questo, alla nazione e al popolo italiano non fa bene. Sarebbe importante che i parlamentari, i gruppi politici si sedessero ad un tavolo congiunto e decidessero il da farsi per l’Italia. Se il debito pubblico deve aumentare che lo facessero aumentare in modo da poter risolvere le sorti economiche italiane. Mettere fine ad una escalation di profitti, ricavati dagli interessi passivi, che vanno solo a riempire i forzieri economici dei finanzieri privati e a discapito di tutti i cittadini, e non in favore del popolo che paga.

Ormai visto che siamo arrivati al punto di non ritorno economico tanto vale adottare nuove forme di espedienti per il debito pubblico, ma che la sua forma è abbastanza conosciuta. Lasciare da parte l’arrampicarsi agli specchi per cercare di quadrare i conti; per questo anche la Germania l’ha fatto, risolvendo i suoi problemi, quando si è riunita con la parte orientale. Altrimenti: non ci resta che piangere!