Diesel fino a 2,60 euro in città. Eni blocca i prezzi mentre il governo invita le altre compagnie a fare la stessa scelta
Il diesel arriva quasi a 2,60 euro, la benzina sfiora i due euro e mezzo. A Napoli il caro-carburanti ormai si legge direttamente sui cartelli delle pompe. E basta l’annuncio di uno sconto per creare le file prima ancora che entri in vigore.
Eni fissa il limite e gli automobilisti arrivano in anticipo
La compagnia ha deciso di fermare la benzina a 1,99 euro e il gasolio a 2,19, circa 17 centesimi sotto i livelli medi. La misura annunciata ufficialmente da Eni durerà inizialmente trenta giorni e potrà essere prorogata.
A Gianturco, però, molti automobilisti non hanno aspettato. Convinti che il nuovo listino fosse già partito, si sono messi in fila e hanno scoperto soltanto alla pompa che bisognava attendere ancora.
In via Marina il diesel sfiora 2,60 euro
Il motivo di tanta fretta si capisce guardando i prezzi in città. In via Marina una stazione IP espone 2,399 euro per la benzina e 2,599 per il diesel. In via Foria il gasolio arriva a 2,449. A Fuorigrotta, Capodichino, Ponticelli e Vomero cambiano le cifre, ma il risultato resta lo stesso: trovare una pompa davvero conveniente è diventato difficile.
Chi vuole confrontare i listini può usare l’Osservaprezzi carburanti del Mimit, alimentato dalle comunicazioni dei gestori.
«Venti euro e il giorno dopo sei di nuovo a rosso»
Il caro-pieno entra così nella spesa quotidiana. «Ho messo 20 euro di benzina ieri e oggi sono di nuovo a rosso. È diventata una situazione insostenibile», racconta un automobilista.
Stylo24 aveva già seguito la corsa dei prezzi quando benzina, bollette e trasporti avevano iniziato a pesare insieme sui bilanci familiari. Oggi la concorrenza tra distributori si misura spesso su differenze di pochi centesimi.
Tajani chiama le altre compagnie
Il governo vorrebbe che la mossa di Eni non restasse isolata. Antonio Tajani lo dice apertamente: «Mi auguro che altre compagnie seguano Eni. Ha vinto la linea che avevo suggerito, non tasse, ma coinvolgimento».
Per ora, però, i concorrenti non si sono mossi. Assopetroli-Assoenergia ha convocato un confronto urgente per capire quali conseguenze possa avere questa scelta sull’equilibrio del mercato.
Le pompe senza marchio temono di restare schiacciate
A preoccuparsi sono soprattutto i gestori più piccoli e le stazioni indipendenti. La Figisc ricorda che la distribuzione «è pur sempre un settore economico che deve reggere».
Un grande gruppo può permettersi di tagliare il prezzo e assorbire una parte del costo. Per chi lavora con margini ridotti, invece, seguirlo diventa molto più difficile.
Intanto lo sconto pubblico si riduce
Il tetto di Eni arriva proprio mentre il taglio delle accise sul diesel scende a 6,1 centesimi. Gli aiuti pubblici hanno già assorbito miliardi e il governo vuole allontanarsi dai sostegni concessi a tutti per concentrare le risorse sulle categorie più esposte.
Stylo24 aveva anticipato questo passaggio raccontando la progressiva riduzione dello sconto sul diesel e il passaggio agli aiuti mirati.
La prossima partita si gioca con le raffinerie
I ministeri competenti vogliono aprire ora il confronto con gli operatori della raffinazione. L’obiettivo è capire se la produzione nazionale possa aumentare e alleggerire almeno in parte gli effetti della crisi internazionale sugli approvvigionamenti.
Nel frattempo il pieno resta caro. E i prezzi esposti a Napoli spiegano meglio di qualsiasi discorso perché il tetto annunciato da Eni abbia fatto partire le code con due giorni d’anticipo.

















