Tecnologia e religione non sempre vanno d’accordo

Comincia a fare rapidamente il giro dell’isola verde il caso sollevato dall’avvocato Francesco Mangiacapra, che dal suo blog, ha interrogato il vescovo di Ischia, Pietro Lagnese, chiedendo se sia a conoscenza di una foto comparsa sul profilo Facebook di un parroco della sua Diocesi. L’immagine, inequivocabile, è quella di un giovane muscoloso, che posa di spalle mettendo in mostra un marmoreo e scoperto «lato B». Sulla bacheca del sacerdote di Ischia, è rimasta per un paio d’ore, poi, qualcuno gli avrà fatto notare la cosa (non certo il massimo dal punto di vista dell’opportunità) e il prete si è affrettato a cassarla. Non prima, però, che qualcun altro avesse scattato uno screenshot a futura memoria (quello che appunto pubblichiamo anche noi). Non è finita qui, scorrendo tra le informazioni del prelato, quando si va nella categoria dei gusti musicali, ci si imbatte in una pagina seguita dal sacerdote, dal titolo hombres solo para hombres (tradotto dallo spagnolo è «uomini solo per uomini»). Anche in questo si tratta di qualcosa che lascia poco spazio a diverse interpretazioni. Lungi da noi giudicare l’orientamento e i gusti sessuali del religioso, come quelli di ogni altro essere vivente, va detto però che il profilo del parroco è in chiaro e che vi hanno accesso molti suoi fedeli, tra cui dei minori. Si sarà comunque trattato di un errore da parte del prete, che magari, come pure ipotizza lo stesso Mangiacapra, avrà poca dimestichezza con lo smartphone, attraverso il quale su Facebook condivide foto e aggiunge (sempre per errore) like alla pagina di hombres solo para hombres.