sabato, Novembre 27, 2021
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Prestiti per pensionati: fino a 90 anni è possibile richiedere la cessione del quinto

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Per ottenere un finanziamento è necessario rispettare alcuni requisiti, tra cui ci sono anche quelli anagrafici. Di solito, per ottenere un prestito personale bisogna avere compiuto almeno 18 anni e non avere più di 75 anni alla scadenza del piano di rimborso. La presenza di queste soglie fa pensare a molti che sia impossibile ottenere dei prestiti per pensionati.

In realtà non è affatto così: il limite dei 75 anni è la soglia più comune, ma per alcune formule di finanziamento gli istituti di credito sono disposti ad andare anche oltre. Con la cessione del quinto della pensione, ad esempio, si possono ottenere prestiti anche fino a 90 anni, purchè venga sottoscritta una polizza assicurativa. Vediamo chi può ottenere i prestiti per pensionati di questo tipo e quali sono le caratteristiche del finanziamento.

Chi può ottenere la cessione del quinto della pensione

La cessione del quinto rientra nella categoria dei prestiti personali, perché le somme vengono accreditate sul conto del richiedente, che poi può utilizzarle come meglio crede, però si distingue dagli altri finanziamenti per alcune sue peculiarità. Innanzi tutto è disponibile solo per alcune categorie di soggetti: oltre ai pensionati, lo possono richiedere solo i dipendenti pubblici ed i dipendenti di aziende private che presentano dei precisi requisiti.

Per quanto riguarda i pensionati, la cessione del quinto può essere richiesta sia dai pensionati INPS che da quelli INPDAP, anche se risultano segnalati come cattivi pagatori e protestati. Non possono ottenere il finanziamento le persone che percepiscono assegni al nucleo familiare o di sostegno al reddito, pensioni o assegni sociali, trattamenti previdenziali particolari come quelli per l’invalidità di guerra o per l’invalidità civile.

Esistono i prestiti per pensionati fino a 90 anni?

Il prestito con la cessione del quinto permette di andare oltre quelli che sono i limiti anagrafici stabiliti da banche e finanziarie per le formule di finanziamento personale più classiche. Si può arrivare fino a 90 anni al termine del piano di rimborso. Questo significa, per esempio, che una persona di 85 anni può richiedere il prestito, a patto che la durata del finanziamento non sia superiore ai 5 anni.

Bisogna comunque dire che non tutte le banche sono disposte a spingersi così tanto oltre le soglie anagrafiche tradizionali. Giusto per fare alcuni nomi, si può dire che BNL e Fiditalia erogano prestiti per pensionati fino a 90 anni; Intesa Sanpaolo fissa a 85 anni l’età massima al termine del piano di rimborso; Poste Italiane per il suo Quinto BancoPosta ha stabilito una soglia massima di 84 compiuti alla scadenza del piano di ammortamento.

Importo delle rate, durata e altre caratteristiche del finanziamento

La rata di rimborso rimane fissa per l’intera durata del prestito ed il suo importo non può essere superiore ad un quinto della pensione (fatto salvo il trattamento minimo). In questo modo l’impegno mensile rimane facilmente gestibile e sostenibile fino alla scadenza. Il piano di ammortamento può durare fino a 10 anni. I tassi di interesse sono più bassi rispetto a quelli applicati in altre formule di prestito personale.

Inoltre, visto che si parla di prestiti per pensionati, grazie alle convenzioni stipulate tra gli istituti eroganti e gli istituti previdenziali, le condizioni sono ancora più convenienti. La particolarità principale della cessione del quinto però va individuata nelle modalità di rimborso: la rata viene pagata dall’istituto che eroga il trattamento pensionistico, che trattiene il relativo importo dall’assegno della pensione.

Come visto in precedenza, con la cessione del quinto il prestito può essere richiesto anche da cattivi pagatori e protestati, cosa impossibile per altri finanziamenti. Anche se non vengono richieste particolari garanzie personali o reali, le banche sono più flessibili nel concedere questo prestito per una serie di motivi. Prima di tutto c’è la certezza che le rate vengano pagate perché se ne occupa direttamente l’INPS (o l’ente che eroga la pensione) e poi c’è una polizza assicurativa contro il rischio morte che tutela sia l’istituto che i familiari del pensionato.

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