Il sindaco Luigi de Magistris

Quando l’osteria supera la fantasia. «Ieri sera (giovedì per chi legge, ndr) inizia una riunione che durerà tutta la notte con i sindacati dell’ Anm. 200 licenziamenti, lo spettro del fallimento. Il sindaco va via dicendo che aveva altri impegni che poi si scopre essere una festa di una Osteria a Chiaia. Io a De Magistris voglio bene, perché è come me quando avevo 16 anni, poi io sono cresciuto». Il post Facebook è del capogruppo in consiglio comunale del Pd, Federico Arienzo, che coglie in fallo il sindaco de Magistris.

LA FESTA A CHIAIA E’ PIU’ IMPORTANTE
DEL FUTURO DEI LAVORATORI ANM?

Con la città al collasso, mentre l’assessore Panini ammette che oramai l’azienda di trasporto è tecnicamente fallita, con una riunione importante a Palazzo San Giacomo al cospetto dei sindacati di categoria, l’ex pm cosa fa? «Porta i saluti della città» ad un’osteria di Chiaia. Un Anm «n’zogna e pepe».

Nulla contro l’ottima cucina che propone da sei generazioni «Tonino», ma de Magistris è sicuro che in questa fase storica, la città voglia portare il suo saluto all’osteria. Di quale città si parla? Di quella che aspetta l’autobus per ore? O di quella che vede la funicolare centrale fermarsi un giorno sì e l’altro pure? La città dei lavoratori Anm che scioperano beccandosi anche la ramanzina del sindaco?

Insomma, qui non si tratta di criticare in maniera strumentale l’atteggiamento del «sindaco-taglia nastri», però non è neanche pensabile (forse, sic!) trovare spazio per qualsiasi evento mondano, lasciandosi alle spalle, nel Palazzo comunale, sindacati, assessori e dirigenti in trattativa, per evitare il crac oramai prossimo dell’azienda di trasporto cittadino. Con tutto quello che ne consegue.

La stella polare non devono essere le elezioni europee, le fantomatiche liste sull’asse Napoli-Atene, i fiori di zucca ripieni o la pasta e fagioli, ma i 2507 lavoratori Anm e la città, quella che preferirebbe un trasporto pubblico ai limite della decenza, più che salutare la festa dell’osteria. Prosit.