Il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Il numero uno dell’Authority di Napoli ha presentato la candidatura per essere riconfermato alla guida di Piazzale Pisacane

di Giancarlo Tommasone

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito, ha annunciato di aver inviato la candidatura per il suo secondo mandato alla guida di Piazzale Pisacane. Lo ha dichiarato a margine  della prima giornata della Naples Shipping Week. C’è da fare qualche considerazione rispetto alla possibilità che Spirito venga riconfermato al vertice dell’Authority di Napoli. Il secondo mandato – visti i presupposti e quanto prodotto in circa quattro anni, si è insediato a dicembre del 2016 -, riteniamo, si rivelerebbe più disastroso del primo. Il porto di Napoli è praticamente affetto da immobilismo; sul versante della progettualità, tutto quello che aveva annunciato Spirito o non è stato realizzato, oppure si è arenato. Nel migliore dei casi, per usare un termine marinaresco, è ancorato alla fonda, ben lontano dalla riva, che rappresenta nella circostanza, la consegna delle opere. Un esempio su tutti: i lavori per il terminal si sono rivelati assai più lunghi e complessi rispetto alla loro definizione. A questo punto, l’unica speranza che ha Spirito, relativamente alla sua riconferma, è rappresentata dalla tenuta dell’alleanza Pd-M5S, anche sul versante della portualità. Speranza, che prima dell’accordo giallo-rosso al Governo, certamente non aveva. Non dimentichiamo, infatti, che a firmare la nomina dell’attuale presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centrale, è stato il dem Graziano Delrio (quando era titolare del Mit). Le cose, per il numero uno di Piazzale Pisacane si sono fatte più complesse con l’avvento del ministro pentastellato Toninelli (sostituito poi, a settembre del 2019, dalla piddina Paola De Micheli) e, in particolare, con il gruppo campano di senatori grillini (Vincenzo Presutto in testa), che ha prodotto, a tambur battente, una serie di interrogazioni contro la gestione Spirito. A Napoli sono arrivati persino gli ispettori del Ministero, poi il M5S ha letteralmente tirato i remi in barca. Per quel che riguarda il merito, siamo assolutamente certi dell’irreprensibilità e della correttezza dell’operato di Spirito. Ma va detto che un presidente coinvolto in una inchiesta – è indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per la vicenda della concessione ex Cogemar alla Ttt Lines – non ha la serenità di riuscire a svolgere il suo ruolo nel migliore dei modi.

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