Il porto di Napoli è in attesa dell'avvio dei dragaggi

Prosegue l’inchiesta sul porto di Napoli (leggi la prima parte) e sulle promesse mancate del presidente dell’Autorità del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito.

LA SECONDA PARTE DELL’INCHIESTA
DI STYLO24 SUL PORTO DI NAPOLI

Come quella di aprire il Museo del mare nell’ex edificio dei «Magazzini Generali» affidandone la concessione all’Università Parthenope. Un progetto che difficilmente vedrà la luce considerato che, di recente, l’Autorità ha rilasciato una concessione delle aree esterne al sito alla società armatoriale «Grandi navi veloci» (Gnv) del gruppo Aponte.

Un'immagine del progetto del nuovo Museo del mare
Un’immagine del progetto del nuovo Museo del mare

Mentre, a proposito di «Grande progetto», in cui rientrano i lavori per il dragaggio del molo inaugurati qualche giorno fa alla presenza del ministro Graziano Delrio e del governatore Vincenzo De Luca, pare che l’Autorità stia cambiando in corsa alcune opere, già appaltate. Col rischio di rimettere nuovamente in discussione i finanziamenti dell’Ue.

IL PRESIDENTE PIETRO SPIRITO
GUADAGNA PIU’ DELLA MERKEL

Ciò che, invece, non è in discussione è l’emolumento che il presidente Spirito che si è assegnato. Uno statino paga di 230mila euro all’anno più le spese sostenute per le «missioni relative all’assolvimento dei compiti istituzionali». Come recita la delibera del comitato di gestione vidimata dal segretario Francesco Messineo e dal presidente della seduta Umberto Masucci nei mesi scorsi. Per dire: la cancelliera tedesca Angela Merkel percepisce 220mila euro, il presidente russo Vladimir Putin invece appena 145mila euro. L’inquilino dell’Eliseo Macron può contare su un bonifico di poco più sostanzioso: scarsi 200mila euro.

Il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delirio con il presidente dell'Autorità portuale di Napoli, Pietro Spirito
Il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delirio con il presidente dell’Autorità portuale di Napoli, Pietro Spirito

Si tratta in realtà di un adeguamento di retribuzione per il manager laureato in Scienze politiche, ex direttore dell’Atac di Roma. Nel dicembre scorso, Spirito si era attribuito con una delibera a propria firma un salario fisso provvisorio di 170mila euro, a cui si è aggiunto dopo qualche settimana un bonus di 60mila euro legato ai risultati da raggiungere. Risultati che saranno monitorati e sottoposti a verifica da un’apposita commissione.

Il provvedimento dell’Autorità portuale nasconde, tra le pieghe dei riferimenti alla normativa nazionale e dei decreti ministeriali, pure una piccola ma significativa postilla. Che, di fatto, spalanca le porte a futuri ritocchini al maxi-bonifico che sarà «oggetto di una nuova e opportuna valutazione e determinazione» degli uffici competenti.