Pietro Spirito, presidente dell'Adsp del Mar Tirreno centrale

L’interpellanza indirizzata al ministro De Micheli

Dopo il fuoco di fila rappresentato dalle interrogazioni del Movimento 5 Stelle (quasi tutte hanno visto come primo firmatario il senatore Vincenzo Presutto), il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito, deve fare i conti con quella redatta dal deputato dem, Alberto Pagani. Al centro dell’interpellanza all’indirizzo del ministro Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti) uno sciopero avvenuto nello scalo marittimo di Napoli, a maggio del 2018. Durante l’astensione dal lavoro, però, sarebbero stati utilizzati altri operai di Conateco, che avrebbero operato in sostituzione del personale di Turi Transport (che era in sciopero), denuncia Pagani.

Porto di Napoli sotto la lente
Interrogazioni parlamentari,
dopo il M5S si muove

anche il Partito democratico

Sullo sfondo, dunque, la questione della manodopera, perché Pagani, si evince dal documento redatto, citando una nota della Culp (Compagnia unica lavoratori portuali) si chiede come mai «prestazioni lavorative sarebbero state autorizzate dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale tramite e-mail e che nel turno pomeridiano della stessa giornata le operazioni portuali sono proseguite mediante l’impiego di personale della società World Logistis srl che, pur non essendo ancora autorizzata ufficialmente a operare nel porto di Napoli ex articolo 16, illegittimamente prestava l’attività lavorativa mediante l’impiego di proprio personale, utilizzando i mezzi meccanici della Turi Transport, per sopperire alla carenza di personale della medesima società a causa dello sciopero».

Pagani: presunte
illegittimità commesse
da Authority, presidente
e alcune società

Nel caso in cui la cosa fosse confermata, continua l’interrogazione parlamentare, «le società sopraddette, l’Autorità di sistema portuale e il suo presidente, avrebbero commesso plurime illegittimità, oltre alla gravissima lesione del diritto di sciopero dei lavoratori favorendone l’illegale sostituzione con altri lavoratori, circostanza non scusabile e, ad avviso dell’interrogante inammissibile da parte dell’Autorità di sistema portuale che rappresenta lo Stato e deve garantire innanzitutto il rispetto delle leggi».

Le contestazioni che
il deputato dem
muove a Pietro Spirito

E c’è di più, secondo Pagani, «tale illegittima autorizzazione dell’Autorità di sistema portuale, ha provocato una sleale concorrenza verso la Culp, nonché un mancato avviamento al lavoro del proprio personale con un conseguente danno anche alle casse dello Stato e dell’Inps, in quanto, per il personale non impegnato, la Culp ha dovuto far ricorso all’Ima (vale a dire Indennità di mancato avviamento al lavoro), posta a carico della stessa Inps. Infine l’Autorità di sistema portuale avrebbe consentito, in violazione del comma 7 dell’articolo 18 della legge n. 84 del 1994, ad un concessionario di un terminal contenitori Conateco, di operare con proprio personale nell’area di un altro concessionario, Soteco». Per tale motivo, il deputato del Partito democratico interroga il ministro De Micheli, chiedendo se sia o meno a conoscenza «dei fatti denunciati e, ove essi trovino conferma, se e quali iniziative intenda assumere nei confronti dell’Autorità di sistema portuale che a Napoli dovrebbe rappresentare lo Stato e agire, in primis, per la difesa della legalità».