Il porto di Napoli

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di Giancarlo Tommasone

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L’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale è in ritardo di ben otto mesi sull’approvazione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione (Ptpc). Piano che deve essere obbligatoriamente licenziato sul sito entro il 31 gennaio di ogni anno. Lo ribadisce un comunicato dell’Anac di Raffaele Cantone, datato 16 marzo 2018. Nello scritto è possibile leggere: «Si richiama, pertanto, l’attenzione delle Amministrazioni sull’obbligatorietà dell’adozione, ciascun anno, alla scadenza prevista dalla legge del 31 gennaio, di un nuovo completo Piano Triennale, valido per il successivo triennio (ad esempio, per l’anno in corso, il Ptpc 2018-2020). È, altresì, necessario che ad ogni Piano siano allegate le mappature dei processi».

La lenta manovra
di «avvicinamento»
verso l’approvazione del Piano

Per cercare di «recuperare» il tempo perduto e intervenire sulla mancanza, con avviso pubblico datato 20 settembre 2018, l’Adsp del Mar Tirreno Centrale ha invitato «tutti i soggetti interessati a far pervenire le proprie osservazioni, entro le ore 12,00 del 10.10.2018, sul nuovo Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza  2018/2020».

Siamo al 3 di ottobre, bisognerà
aspettare il 10 del mese per raccogliere
le eventuali osservazioni, ragion per cui
si perderanno altre settimane per stilare
il Piano e rendere pubblico nella sua versione definitiva e non in bozza

La tardiva pubblicazione del suddetto Piano, viene generalmente sanzionata dal Consiglio dell’Anac. Effettivamente non si comprende a cosa sia dovuto il ritardo. Stylo24 già lo scorso maggio si era occupato della vicenda, ma sono passati altri quattro mesi e l’unica risposta dell’Adsp del Mar Tirreno Centrale è avvenuta, come abbiamo visto, tramite la produzione dell’avviso pubblico del 20 settembre 2018. A maggio scorso, scrivevamo che l’Authority in questione è senza Piano triennale per la prevenzione della corruzione.

Si tratta, si badi bene, di una «carta fondamentale»
di legalità della Pubblica Amministrazione,
che è stata introdotta dalla legge del 6 novembre 2012

Stando così le cose, l’ultimo Ptpc in «regola» dell’Autorità portuale di Napoli è quello 2016-2018, che è stato approvato il primo febbraio 2016 con la delibera commissariale numero 23.

Otto mesi di ritardi

I ritardi e la mancata adozione sia per la produzione del Ptpc 2017-2019 che di quello relativo al 2018-2020, vengono fatti discendere, secondo l’Adsp – come si può leggere all’interno dell’avviso pubblico del 20 settembre scorso – dalla circostanza che dal Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) «si evinceva che l’accorpamento tra gli Enti di Salerno e Napoli si sarebbe concretizzato a partire dal primo gennaio 2018».

Ora che la situazione sembra essersi stabilizzata anche dal punto di vista organizzativo e di accorpamento tra gli Enti, ci chiediamo, nuovamente, quattro mesi dopo rispetto al 21 maggio (quando abbiamo pubblicato l’articolo che segnalava il caso): come mai l’Autorità del Mar Tirreno Centrale non ha ancora licenziato il Piano triennale per la prevenzione della corruzione?

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