Il porto di Napoli
Il porto di Napoli

di Giancarlo Tommasone

I porti italiani e il traffico merci; se da un lato, nel 2017, assistiamo alla gestione di un volume complessivo di 502 milioni di tonnellate (vale a dire +1,8% rispetto al 2016), il trend, per quanto riguarda il transito di container resta fermo da anni intorno ai 10 milioni di teu (acronimo di twenty-foot equivalent unit, l’unità equivalente a venti piedi, misura standard di volume nel trasporto dei container).

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L’anno scorso la lancetta si è fermata a 10,7 milioni con una crescita dello 0,7%. Tutto
ciò nonostante il volume fatto registrare presso alcuni scali, primo tra tutti
quello di Genova. Ottima anche
la performance di Napoli

Porto di Genova primo in Italia per container movimentati

Per il porto ligure, nel 2017, il transito è di 2,62 milioni di teu. Problemi invece per il «trasbordo» di Gioia Tauro, che segna il passo in maniera preoccupante. I dati sono relativi a uno screening di Srm (Studi e ricerche per il Mezzogiorno di Intesa San Paolo) e sono stati anticipati da Il Sole 24 Ore. Dai numeri raccolti si evince pure che aumenta il traffico merci nel Mediterraneo, con un record segnato dal Canale di Suez, «porta» da e verso il Medio Oriente e l’Asia.

Trasporto di merci, il Mediterraneo
fa registrare numeri record

Nel 2017 sono transitati da Suez 909 milioni di tonnellate di merci e ben 17.550 unità navali. L’aumento rispetto al 2016 e del +11%. Il traffico aumenta in direzione Nord-Sud (+20%), stabile quello in direzione opposta (+3%). Se si guardano i numeri degli ultimi venti anni si realizzerà che il traffico container nel Mediterraneo è cresciuto del 500%. Per l’Italia, l’import-export, nel 2017 ha sorpassato i 240 miliardi, con un aumento del 12,4% rispetto al 2016. Il tasto dolente è però rappresentato – lo ribadiamo – dal transito di container, ciò anche in virtù del fatto – si ipotizza – della minore crescita del Pil tricolore rispetto all’Europa e della difficoltà nel lavorare e imporsi nei mercati cosiddetti d’Oltralpe, vale a dire nei Paesi dell’Europa centrale e occidentale.

Problemi con i container movimentati,
conseguenza della minore crescita
del Pil nazionale rispetto all’Europa

Negativi i trend di Gioia Tauro e Cagliari, crescono di contro, quelli di altri terminal. Oltre a Genova, nel 2017 fanno registrare una ottima performance anche gli scali marittimi di Napoli, Trieste, La Spezia e Salerno. Ciononostante il volume di container movimentati non riesce a schiodarsi dai circa 10 milioni di tonnellate (registrati in media da 5 anni), mentre ben altri livelli sono registrati nel 2017 presso scali europei, ad esempio in quello spagnolo di Barcellona (3 milioni di teu, +34,4%).

Il porto di Napoli e il carburante «pulito»
Lo scalo partenopeo si prepara
a realizzare un deposito di gas naturale liquefatto

Oltre a crescere in volume di container movimentati, il porto di Napoli comincia ad attrezzarsi per il futuro e per il carburante «pulito» per alimentare le navi. Nelle prossime settimane, l’Autorità di sistema portuale del Tirreno Centrale, indirà, infatti, un bando per realizzare un deposito costiero di gas naturale liquefatto (Lng) presso lo scalo partenopeo. Al momento, tra le manifestazioni di interesse, quella più interessante – ha tenuto a sottolineare il presidente dell’Adsp, Pietro Spirito, apparirebbe quella di Edison.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Le partecipazioni arrivate all’Authority sono in totale 17: ButanGas, Confapi Napoli, De Biase, Edison, Energas, Engie, Galdieri, Italcost, Higas, Kuwait Petroleum, Liquigas, Marine Service, Maxcom Bunker, Snam, So.De.Co., Sofregaz, Wartsila Italia. Per quanto riguarda i costi del deposito, si va dai 40 ai 70 milioni di euro. Dipende molto dal tipo di struttura; l’Authority ne preferirebbe una galleggiante. Nel momento in cui dovesse essere attivato un mercato strutturato per l’Lng, si dovrebbe registrare la nascita di un nuovo settore legato a trasporto, distribuzione e vendita del carburante. In parallelo diminuirebbe anche il tasso di inquinamento.

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