Una veduta aerea del porto di Napoli

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di Francesco Vitale

In attesa che vengano attuate le misure per il nuovo dispositivo antitraffico nel porto di Napoli, così come annunciato alla fine dello scorso anno dall’Authority, c’è da sollevare un’altra questione: quella della mancanza di parcheggi per quanti (centinaia di unità) lavorano nello scalo.

Perché esiste
una ordinanza
che impone
il divieto di sosta
e di parcheggio
in tutta l’area

E’ chiaro che, in una città come quella partenopea, con l’inadeguatezza e la mancanza di parcheggi per gli automobilisti e per gli stessi cittadini, con Via Marina (strada di accesso al porto) quotidianamente bloccata e annosamente interessata e «bloccata» dai lavori, e con detta ordinanza nell’intero perimetro dello scalo (il porto conta tre chilometri di strade e una superficie di un milione e 400mila metri quadrati), è immaginabile che le auto vengano parcheggiate lo stesso da parte dei lavoratori (dipendenti, funzionari impiegati presso le strutture concessionarie) e che questi ultimi vadano a trasgredire le regole.

Sosta irregolare, raffica
di multe a Calata Marinella

Qualche giorno fa, si è verificata una circostanza, che secondo quanto appurato da Stylo24, non ha precedenti negli ultimi decenni.

Una operazione partita dalla Capitaneria di Porto che ha portato all’emissione di una settantina di multe (ognuna si attesta sui 100 euro); le sanzioni sono state elevate nei confronti dei proprietari delle vetture che avevano lasciato la propria auto presso l’area di Calata Marinella, dove insiste una zona delimitata da una striscia bianca. C’è da ribadire che le multe non erano state mai elevate prima e che, nel corso dei decenni, è diventata «consuetudine» parcheggiare le auto a Calata Marinella.

A questo punto c’è da porsi qualche domanda:
la Capitaneria di Porto si è accorta,
improvvisamente, dell’esistenza dell’ordinanza?

O più probabilmente, qualcuno ha deciso di avvertire i militari e spingere la Capitaneria a fare le multe? Al di là della sanzione comminata al singolo che ha parcheggiato l’auto dove non potrebbe e non dovrebbe, c’è pure da chiedersi (e da chiedere all’Autorità portuale), visto che nello scalo ci sono delle aree libere, perché il presidente Spirito o il segretario Messineo, non avviino un tavolo di concertazione con i concessionari per creare un piano parcheggio.

Appare effettivamente cosa inimmaginabile,
che il porto di Napoli,
la più grande azienda della Campania,
non abbia un’area adibita
a luogo di sosta per chi ci lavora

C’è pure da considerare che i dipendenti dell’Authority hanno una propria zona parcheggio, e che gli unici che vengono penalizzati sono i lavoratori dei concessionari e delle ditte, vale a dire quelli che, ad esempio, prestano la loro opera presso Cantieri del Mediterraneo, Megaride, Nuova Meccanica Navale, Conateco (solo per citare alcune strutture).

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