di Giancarlo Tommasone

Licenziamenti in vista al porto di Napoli, per scongiurarli scendono in campo lavoratori autorganizzati e sindacato intercategoriale Cobas. Attraverso una manifestazione e una conferenza stampa organizzate per la mattinata di domani (10.30-12.30) nei pressi della sede della Rai di Napoli, in Via Marconi, la sigla sindacale e i tanti operatori a rischio cercheranno di evidenziare quello che stanno «vivendo ormai da mesi».

ad

Tante le testimonianze,
come quella di una donna,
licenziata alla soglia
dei sessant’anni

«Sono una ex lavoratrice del porto di Napoli – racconta a Stylo24Dico ex perché pochi giorni fa sono stata licenziata per la seconda volta nel giro di un anno, dopo un’ordinanza ed una sentenza di reintegro immediato emesse dal Tribunale di Napoli. Il primo licenziamento è avvenuto ad aprile dello scorso anno, annullato con ordinanza del tribunale a dicembre del 2017 e successivamente con una sentenza di inizio maggio 2018».

Il porto di Napoli
Il porto di Napoli

Il secondo licenziamento è arrivato per la ex lavoratrice alla fine di maggio scorso. La donna si definisce una ex rappresentante sindacale aziendale (della Cgil), a cui la «Filt Cgil ha voltato le spalle». Molte altre persone rischiano di seguire il suo destino. Conateco e Soteco costituiscono due partecipate della compagnia marittima Msc: l’amministratore delegato è Pasquale Legora De Feo. I dipendenti di tali società si occupano per lo più di carico e scarico, soprattutto di container e di veicoli, dalle navi alle banchine e viceversa.

Domani mattina manifestazione
e conferenza stampa
davanti alla sede Rai di Napoli

I lavoratori e il sindacato Si Cobas hanno diffuso un comunicato in cui è possibile leggere: «Legora De Feo – dopo anni di uso massiccio della cassa integrazione ordinaria e straordinaria e degli abbondanti ricorsi ai cosiddetti “ammortizzatori sociali”- sta licenziando una marea di operai, uno ad uno, con il pretesto di finti provvedimenti disciplinari. Nonostante l’azienda abbia beneficiato lautamente dei tagli agli stipendi e degli istituti previdenziali (colpendo i lavoratori direttamente ed indirettamente) proseguono licenziamenti, talvolta mascherati o pretestuose ritorsioni a carico dei lavoratori meno asserviti. Per questo la vittoria al processo per il reintegro di tre nostri colleghi lavoratori, tre operai che sono stati reintegrati dal giudice e devono rientrare a lavorare, è importantissima e dimostra che è possibile alzare la testa e non cedere al ricatto. Questo a dimostrazione che se organizzati possiamo riprendere parola e riconquistare ciò che ci spetta».

Cobas contro i sindacati confederali

I Cobas puntano l’indice anche contro Cgil, Cisl e Uil, definiti complici di chi sta attuando questa situazione ai danni dei lavoratori. «Nel frattempo, mentre si lavora in assenza di sicurezza e gli accordi di secondo livello sono stati disdetti unilateralmente, la triade dei sindacati confederali continua con la sua complicità così come (continua, ndr) il totale silenzio dell’Autorità di sistema portuale del medio Tirreno dinanzi a: tagli agli stipendi e violazione delle disposizioni di legge e del contratto collettivo nazionale di lavoro; dispregio delle più elementari normative circa la sicurezza sul lavoro; violazione della tutela della salute dei lavoratori e delle condizioni igieniche».

Riproduzione Riservata