Il porto di Napoli

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di Giancarlo Tommasone

Da quando si è insediato il nuovo governo si contano ben sei interrogazioni parlamentari presentate dai senatori del Movimento 5 Stelle, che hanno ad oggetto casi che si riscontrano nel porto di Napoli. La maggioranza di esse (quattro) porta in calce, come primo firmatario, il senatore pentastellato Vincenzo Presutto.

Partiamo da quella del 17 luglio 2018. Nell’interpellanza è stato chiesto al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di verificare «se l’analisi costi benefici sul progetto costruzione del Terminal passeggeri, inviata al Mit dall’Adsp Tirreno Centrale, sia in linea con la normativa vigente e di verificare la legittimità dell’operato della sunnominata Adsp in merito all’opportunità di usare risorse, destinate ad interventi prioritari necessari per garantire la funzionalità delle esistenti infrastrutture portuali e di altre che potrebbero necessitare di urgenti interventi manutentivi,  per realizzare il terminal passeggeri situato alla Calata Beverello nel Porto di Napoli».

Sotto i riflettori è finita anche la realizzazione del nuovo snodo ferroviario e l’area del tracciato di collegamento ferro-gomma della Darsena di Levante. All’interno del testo dell’interrogazione parlamentare – all’attenzione del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture – del 26 luglio scorso, è scritto tra l’altro, «se a seguito delle procedure amministrative per ottenere le nuove autorizzazioni necessarie per le recenti modifiche progettuali (non concretizzabili con i tempi imposti dalla Ue per ottenere i finanziamenti), il terminal Darsena di Levante rischi di restare inutilizzato e di diventare un’ennesima opera pubblica abbandonata con uno smisurato sperpero di risorse pubbliche».

L’undici ottobre
scorso,
argomento
di una interpellanza
è il terminal
passeggeri
del molo Beverello

«Il nuovo terminal è stato correttamente valutato, il suo impatto sul territorio, di rilevanza straordinaria, è stato sottoposto alla procedura di consultazione Pubblica? Ancora, perché è stato privilegiato il finanziamento del Terminal a discapito degli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria delle infrastrutture portuali già programmati e ritenuti prioritari per la funzionalità dei porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia?», è il quesito posto da 33 senatori del Movimento 5 Stelle al ministro dell’Ambiente e Tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Porta la data dell’undici ottobre, anche un’altra interrogazione (primo firmatario Gregorio De Falco), in cui è possibile leggere testualmente: «Da notizie diffuse sulla stampa risulta che nei giorni scorsi la Commissione europea abbia adottato una decisione riguardante presunti aiuti di Stato versati all’Autorità portuale di Napoli, oggi Autorità di sistema portuale del mar Tirreno Centrale, quale beneficiaria della stessa, relativi alla ristrutturazione di beni demaniali, per oltre 44 milioni di euro; in tale decisione si ipotizza, tra l’altro, che le Autorità portuali siano imprese, e i relativi trasferimenti di risorse dello Stato alle stesse vadano notificati come aiuti di Stato, nella misura in cui esse mettono a disposizione di terzi beni demaniali portuali; la decisione sviluppa anche censure sia sulle modalità di rilascio delle concessioni demaniali, sia sulla non legittimità della normativa derivata con la quale vengono calcolati i canoni demaniali, attualmente, com’è noto, fissati con decreti ministeriali validi in tutti i porti italiani».

Il sei novembre scorso,
inoltre, c’è l’interrogazione parlamentare
(primo firmatario Agostino Santillo) presentata da M5S sulle criticità relative
al traffico veicolare
all’interno
dello scalo partenopeo

Sotto i riflettori sono finiti i problemi riconducibili alle lunghe file per uscire dal varco Bausan e alle code che si registrano in entrata al terminal Conateco. «Sembrerebbe, più funzionale smistare su più varchi l’accesso nel porto, facendo distinzione tra i veicoli pesanti destinati all’imbarco per le isole e veicoli pesanti destinati alle operazioni commerciali in porto, in quanto questa distinzione non provocherebbe, come oggi, l’inevitabile strozzatura per entrare al varco Bausan», è scritto pure nel documento del M5S.

Il 7 novembre, infine, si riscontra l’interpellanza, presentata da 40 senatori grillini, che ha ad oggetto presunte irregolarità portate a termine dall’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale. «I lavori per la Darsena di Levante nel Porto di Napoli sono costati 24 milioni in più del previsto. Come se non bastasse, l’Autorità Portuale ha pure rinunciato a incassare 11 milioni in penali per i tre anni di ritardo», è possibile leggere nel testo della interrogazione.

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