La sede dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale

di Giancarlo Tommasone

Presunto giro corruttivo al porto di Napoli, tra le gare finite sotto la lente della magistratura, c’è pure quella relativa all’affidamento della concessione demaniale marittima del manufatto «ex Cogemar». Secondo gli inquirenti, l’ex segretario generale dell’Autorità portuale, Emilio Squillante, «si è ingerito nella procedura amministrativa per l’assegnazione di detta concessione (…) al fine di favorire la Compagnia marittima Ttt Lines».

La «gara
– è scritto
nell’ordinanza –
era particolarmente
importante»

Nell’ordinanza è sottolineato che «la gara era particolarmente importante, in quanto al manufatto ex Cogemar, di circa 3.640 metri quadrati, è funzionalmente annessa un’area scoperta di circa 4.905 metri quadrati in corrispondenza di una banchina caratterizzata da due posti di ormeggio, quelli identificati con i numeri 21 e 22 all’interno del porto di Napoli».

L’iter
per l’assegnazione
della concessione
demaniale
relativa
al manufatto
«ex Cogemar»

Posti che normalmente vengono utilizzati in regime di pubblica fruizione, «per l’ormeggio di navi impiegate nel traffico navale di merci e passeggeri». Per quanto riguarda questo episodio, risultano indagati il già citato Emilio Squillante, la compagna di quest’ultimo, Maria Teresa Valiante (dipendente presso l’Authority) e Marco Majorano, referente della compagnia Ttt Lines. La gara in oggetto si rende necessaria in seguito alla richiesta presentata all’Autorità portuale di Napoli, da parte della Ttt Lines, il sei maggio del 2016. Detta compagnia chiede una concessione della durata di 25 anni per l’utilizzo esclusivo del manufatto ex Cogemar. Il 15 settembre del 2016 l’Autorità portuale emana avviso pubblico allo scopo di «richiedere eventuali osservazioni di terzi e contemporaneamente provocare eventuali ulteriori istanze in concorrenza».

All’inizio
vengono
presentate
quattro domande
a partecipare,
da altrettante
società

In risposta di detto avviso si registrano le domande di partecipare alla gara da parte di altre tre società: Compagnia italiana di Navigazione (Cin) spa; Snav spa; Servizi marittimi liberi di Giuffrè e Lauro srl. Il 16 agosto del 2017, l’Adsp comunica alle società concorrenti le condizioni per il rilascio della concessione, chiedendo alle stesse integrazione dei documenti, da presentare entro le ore 12 del 29 settembre del 2017. In risposta a quella richiesta, arrivano, in data utile soltanto le nuove domande «di concessione in concorrenza», da parte di Ttt Lines e da parte di Snav. Il 23 ottobre del 2017 si compone la commissione interna, che ha il compito di esaminare le richieste giunte da parte di Ttt Lines e Snav.

La composizione
della commissione
interna

«La Commissione, i cui componenti erano individuati da Emilio Squillante, nella qualità di dirigente dell’Area istituzionale e di segretario generale, era composta da Ugo Vestri, da Annalisa Cucciniello, ambedue dell’Area istituzionale e dall’architetto Benedetto Biagina dell’Area tecnica», è riportato nell’ordinanza relativa all’inchiesta.

Il tutto si risolve con l’adozione della delibera numero 63 dell’undici dicembre del 2017, attraverso la quale, il comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema portuale dispone di affidare «in concessione demaniale marittima il manufatto ex Cogemar per un periodo di 10 anni, nonché rilasciare a favore della stessa Ttt Lines l’autorizzazione (ex articolo 16 L.84/94) per le attività di carico/scarico di autoveicoli e automezzi e di ogni altro materiale destinato al traffico cabotiero per conto terzi, nel porto di Napoli, per un analogo periodo decennale».

Cominciano però,
a emergere
un po’
di discrepanze,
secondo
gli inquirenti

Il Comitato di gestione risulta aver deliberato «con la presenza del presidente Pietro Spirito e dei componenti Masucci e Criscuolo (è bene sottolineare che nessuna delle ultime tre persone citate risulta indagata nell’inchiesta in oggetto)». Ma sottolineano i magistrati, in realtà «alla seduta del giorno 12 dicembre era presente anche il comandante della Capitaneria di porto, ammiraglio Arturo Faraone, il quale proprio in quella sede, aveva espresso la propria riserva».

La riserva
dell’ammiraglio
Faraone

Riserva che viene poi espressamente formalizzata, «con una successiva nota del 13 dicembre 2017, inviata proprio all’Adsp», con la quale l’ammiraglio si esprimeva negativamente sull’ipotesi di concessione. A supporto dell’inchiesta c’è un cospicuo numero di intercettazioni ambientali e telefoniche. Ci sono pure le conversazioni (captate dagli investigatori) che avvengono tra Emilio Squillante e Marco Majorano. Secondo la tesi della Procura, da dette intercettazioni sono emerse, fin dal mese di ottobre del 2017 «chiare evidenze dei rapporti collusivi tra rappresentanti della Ttt Lines e Emilio Squillante».

«We, ho fatto firmare… delibera commiss… 10 giorni di tempo per decidere… approfitto… se puoi sollecita quella questione altrimenti va per le lunghe». E’ il testo di un messaggio che il 23 ottobre del 2017 (data della composizione della commissione interna), Emilio Squillante invia a Marco Majorano. Il sei novembre del 2017, viene registrata, in ambientale, un’altra conversazione che avviene tra Squillante e Ugo Vestri, presidente della commissione in oggetto. Nel corso della conversazione, scrivono gli inquirenti, si rilevano elementi tali da far ipotizzare, l’azione di orientamento «al convincimento di Vestri (da parte di Squillante) verso la Ttt Lines».Il giorno dopo, il sette novembre del 2017, Squillante parla con Majorano. La conversazione avviene nello studio di Squillante e questi, annotano gli inquirenti, dice al referente della compagnia di navigazione, «di aver esercitato il proprio potere di influenza sul Vestri, in senso favorevole agli interessi della Ttt Lines».

Le conversazioni
(intercettate)
che avvengono
tra Squillante
e Majorano

Lo stesso Majorano si presenta nell’ufficio di Squillante, il 15 novembre del 2017. Dalla conversazione, intercettata in ambientale, «si evince che quest’ultimo consegni a Majorano dei documenti». Si tratta di documenti «riservati», verosimilmente di quelli relativi alla relazione conclusiva (datata 30 ottobre 2017) con cui la commissione presieduta da Vestri, esprime le proprie valutazioni in merito alla comparazione delle due richieste giunte, quella della Ttt Lines e quella della Snav. Parlando del documento, Squillante asserisce di non poterlo consegnare, ma fa notare a Majorano: «Non ti posso dare niente (…) però abbiamo fatto un buon lavoro». Poi, sottolineano gli inquirenti nell’ordinanza, cedendo davanti all’insistenza di Majorano, «che ne chiede una copia per farla leggere a una terza persona non nominata (si potrebbe trattare verosimilmente dell’armatore della Ttt Lines), alla fine gliela consegna, a condizione di non mostrarla a nessuno». E «raccomandandosi poi di farla sparire», di distruggerla.

Il gip, al termine
dell’udienza
svoltasi lo scorso 4 giugno,
ha revocato
la misura interdittiva
che era stata emessa
nei confronti
di Emilio Squillante

Va detto che Squillante, nei cui confronti era stata emessa, lo scorso 27 maggio, una misura di interdizione dai pubblici uffici, è comparso davanti al gip Federica De Bellis il 4 giugno. L’ex segretario generale (assistito dall’avvocato Mario Ianulardo) ha potuto chiarire la sua posizione rispetto alle accuse contestategli (l’indagato non risponde di associazione a delinquere) e alla fine dell’udienza, è stata revocata la citata misura interdittiva.