Il ministro Danilo Toninelli e Pietro Spirito, presidente dell'Adsp del Mar Tirreno Centrale

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di Giancarlo Tommasone

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Nella giornata di domani è previsto l’arrivo al porto di Napoli della Commissione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, inviata su preciso input di Danilo Toninelli. Gli 007 del Mit, come anticipato esattamente una settimana fa da Stylo24, si occuperanno di diverse questioni evidenziate da ben sei interrogazioni parlamentari finite all’attenzione del ministro.

Nei testi delle interpellanze, siglate in calce da una trentina di senatori del M5S (tra i quali Vincenzo Presutto, in qualità di primo firmatario),
si evidenziano presunte gravi problematiche,
relativamente allo scalo partenopeo, su cui fare luce

Il pool incaricato di effettuare ispezioni sull’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, è presieduto da Stefania Moltoni, dirigente della direzione del Mit per la Vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne. L’organismo è composto da Angela Catanese, dirigente della Direzione per l’edilizia statale e gli interventi speciali, e da Ennio Crisci, funzionario della segreteria tecnica del ministro Toninelli.

L’attività ispettiva avrà una durata massima di quattro mesi e rientra nei compiti istituzionali normativamente assegnati al Ministero; l’accesso avrà come obiettivo «la verifica della gestione dei porti dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, con riguardo anche ai profili economico-finanziari, legale-amministrativi e tecnici dell’attività medesima», è scritto nella nota diffusa dal Mit. L’invio della Commissione si inserisce in una serie di interventi innescati dall’attenzione che il Governo ha focalizzato sugli scali marittimi italiani.

Legge di Bilancio e proroga di 15 anni
per le concessioni demaniali:
timore per la possibilità dello stop ai lavori
da intraprendere negli scali marittimi

Porti che sono tornati al centro della scena anche per quanto riguarda il timore di vedere bloccati eventuali lavori da attuare, in virtù degli effetti che potrebbero provenire dall’ultima legge di Bilancio dello Stato. Come sottolineato da «Il Secolo XIX», con l’articolo 1 (commi da 682 a 684) si prevede l’estensione della durata delle concessioni dei beni demaniali marittimi per 15 anni. Sotto la voce «concessioni» finiscono dunque anche quelle che riguardano i porti, vale a dire servizi tecnico nautici, terminalisti, industriali, ecc. Tutto ciò potrebbe provocare lo stop di interventi programmati nei porti da anni, per attuare i quali si attendeva proprio la scadenza delle concessioni demaniali.

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