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di Giancarlo Tommasone

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I camalli del porto di Napoli si trovano davanti a una sorta di aut aut, espresso dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale: o la Culp (Compagnia unica lavoratori portuali) di Calata Marinella sta sul mercato, oppure potrebbe vedersi presto trasformata in agenzia.

L’epilogo
della vicenda
si dovrebbe registrare
la prossima primavera,
nel frattempo,
però
l’ultimatum rivolto
ai lavoratori
non è piaciuto
a Maurizio Colombai

Riportiamo integralmente e in maniera testuale le dichiarazioni che l’uomo del trasporto marittimo della Cgil, ha reso a «Il Secolo XIX» (28 novembre 2018). «C’è un ministero – attacca Maurizio Colombai – che dovrebbe commissionare questa Autorità di sistema (si riferisce a quella del Mar Tirreno Centrale). Perché se presidente e segretario contano di stravolgere le regole e le leggi, fanno un danno alla portualità nazionale: quello del lavoro è un mercato regolato, non è aperto. Quello è il porto dove Spirito ha autorizzato, in barba alla costituzione, la sostituzione di lavoratori in sciopero con altri lavoratori. In quel porto i dipendenti iscritti alla Cgil vengono licenziati da Conateco. Le regole non vengono rispettate, per questo il ministero dovrebbe commissariare l’Autorità».

Ma a quanto pare, proprio la Cgil si spacca sulla questione dei camalli partenopei e sul presidente Spirito. «La nostra posizione è la posizione del rispetto delle regole, il presidente Spirito è vertice di un’Autorità portuale che sta cercando di fare questo e dovremmo essere tutti a fianco a un’Autorità che cerca di fare questo. Il presidente Spirito non è una controparte», dichiara a Stylo24Vita Convertino, dipendente dell’Autorità Portuale di Napoli e rappresentante sindacale Filt Cgil.

Adesso sarà interessante scoprire come questa divergenza di opinioni sarà risolta all’interno del sindacato, visto che bisognerà anzitutto tutelare i lavoratori e ,quindi, i camalli e non le singole posizioni.

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