Il porto di Napoli
Il porto di Napoli

A cinque mesi dalla richiesta di acquisizione di tutti i piani economico-finanziari e programmatici dei concessionari del porto, che cosa ha intenzione di fare il presidente dell’Autorità del Mar Tirreno centrale Pietro Spirito?
Nel gennaio scorso, il manager inviò una perentoria comunicazione ai concessionari portuali richiamando la «realizzazione di opere e impianti necessari per il complesso aziendale oggetto di concessione» di cui gli operatori avrebbero dovuto farsi carico «in sede di rilascio» del titolo.

Il presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito
Il presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Allo scopo di «procedere a una verifica» dei piani, Spirito aveva chiesto alle società attive nel porto di «predisporre una relazione di sintesi» nella quale riportare «gli interventi e i relativi investimenti previsti e quelli effettivamente realizzati».

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Ma non solo: il manager aggiungeva che la «relazione dovrà essere opportunamente corredata dalla documentazione contabile di riscontro» al fine di approfondirne gli aspetti più peculiari in un incontro fissato per il 21 febbraio successivo. Ovvero: cinque mesi fa.
Da allora, non si sa nulla: che cosa è stato scoperto dai piani economico-finanziari dei concessionari? L’Autorità del Mar Tirreno centrale li ha ricevuti e studiati tutti? Sono tutti in regola (secondo diversi addetti ai lavori, no) e hanno tutti le carte a posto?
Sul sito dell’Ente non ci sono pubblicati provvedimenti sanzionatori rispetto a eventuali concessionari inadempienti né informazioni sull’esito di questa vasta analisi contabile ed economico-finanziaria. Saranno mai resi pubblici i risultati?

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