Qualche giorno fa, in occasione dell’avvio dei lavori di dragaggio al porto di Napoli, gran festa e grandi apprezzamenti bipartisan per il presidente dell’Autorità del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito. Dal governatore Vincenzo De Luca al sindaco Luigi de Magistris, tutti a magnificarne la bravura di manager.

L’INCHIESTA DI STYLO24
SUL PORTO DI NAPOLI

Ma è davvero tutto oro quello che luccica?

In questa inchiesta in due puntate, «Stylo24» vi racconterà ciò che davvero sta avvenendo all’interno del porto di Napoli e dei «successi» mediatici, più che altro, dell’ex dg Atac che lo guida.

Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale
Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale

Intanto, è opportuno sottolineare che, da quando Spirito si è insediato (dicembre 2016), non sono stati aperti nuovi cantieri e non sono stati sbloccati quelli fermi. Intanto, però, il presidente – che è pure giornalista pubblicista – è stato particolarmente attivo dal punto di vista della comunicazione. Ai giornali ha dedicato tempo e risorse (anche rispondendo di proprio pugno ad articoli non graditi, non moltissimi per la verità) provando, in pieno stile renziano, a offrire un fascinoso «storytelling» alla cittadinanza. E, perché no, alle istituzioni cittadine che oggi lo tengono in grande considerazione.

IL PORTO DI NAPOLI
CONTINUA A NON AVERE
COLLEGAMENTI FERROVIARI

Aveva annunciato Spirito, appena insediato, che avrebbe aperto il molo San Vincenzo alla città. Riscuotendo grandi consensi e parole di giubilo dei napoletani. Oltre che titoli e titoli sui quotidiani. Peccato però che abbia ricevuto il diniego dal Capo di Stato Maggiore della Marina militare. E, infatti, il molo San Vincenzo è rimasto così com’è.

Aveva annunciato Spirito, appena insediato, l’indizione di un appalto per raccordare lo scalo partenopeo alla rete ferroviaria. La gara è andata deserta, la Regione Campania ha revocato i 95 milioni di euro per il progetto – col risultato che il porto di Napoli non ha collegamenti ferroviari – e la società che gestiva la concessione ha aperto un contenzioso.

Aveva annunciato Spirito, appena insediato, di voler realizzare il waterfront recuperando contestualmente il progetto Nausicaa del 2003 e snobbando la proposta degli armatori, che sostenevano un piano alternativo con fondi privati per 10 milioni. Il risultato? Adesso l’Autorità portuale è alla ricerca disperata di 20 milioni per finanziare il programma, e gli operatori sono in allarme per le aree che verranno sottratte alla funzionalità del Beverello.

 

1.continua