Il porto di Napoli

Polemiche innescate dal rischio per la sicurezza e dall’iter che ha portato alla presentazione del piano

di Giancarlo Tommasone

Gnl, vale a dire gas naturale liquefatto, utilizzato anche come propellente. Nel corso della seduta del primo ottobre della Naples Shipping Week, è stato presentato il progetto congiunto di Edison e Kuwait Petroleum Italia (Q8) per un deposito costiero (del tipo small scale) di Gnl nella Darsena Petroli del porto di Napoli. Un progetto che ha già aperto un fronte di polemiche, non solo per i rischi relativi alla sicurezza in una delle zone più sensibili di Napoli, ma per come si è snodato il percorso conclusosi con la presentazione del piano. Il primo a criticare la scelta è stato il senatore del M5S, Vincenzo Presutto, che ha chiesto l’intervento urgente dei ministri Paola De Micheli (Mit), Stefano Patuanelli (Sviluppo economico) e Sergio Costa (Ambiente) per evitare la realizzazione delle opere. Presutto ha tenuto a sottolineare: «Il progetto per la realizzazione di un deposito costiero di metano, da costruire nella Darsena Petroli a Napoli Est, è una follia umana, un attentato alla salute pubblica dei cittadini, una scelleratezza. Si tratta di un’area di interesse nazionale, per cui mi batto da anni e per la quale siamo in attesa di una bonifica». E c’è di più, Presutto ha proseguito: «Ora, a quei veleni mai rimossi, si aggiunge un pericolo reale, un nuovo deposito pieno di Gnl. Chi lo ha progettato spiega che il contenitore sarà sicurissimo perché mantenuto a -160 gradi. Mi preme però ricordare che l’area scelta è in piena zona rossa, vale a dire a rischio eruzione del Vesuvio».

ad

Per comprendere come si arrivi alla presentazione del progetto da parte di Edison e Q8 bisogna andare indietro nel tempo di qualche anno, al 28 dicembre del 2017. Quando Pietro Spirito, presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centrale, nel corso della conferenza stampa di fine anno annuncia: «Entro il 26 gennaio il porto di Napoli pubblicherà la manifestazione di interesse per la realizzazione di un deposito di bunkeraggio di Gnl (gas naturale liquefatto) nell’area commerciale dello scalo». «Ascolteremo – spiega Spirito – le imprese interessate alla realizzazione di questo investimento e poi indiremo la gara. Abbiamo intanto completato lo studio di prefattibilità con le Università della Campania».

In effetti, la manifestazione di interesse, che faceva espresso riferimento al codice degli appalti pubblici, venne pubblicata il 26 gennaio 2018, e si chiuse dopo 30 giorni (le 24 del 26 febbraio 2018). L’adesione alla manifestazione di interesse fu formalizzata da 17 gruppi. La presentazione dell’iniziativa avviene a metà marzo del 2018, in occasione di una riunione indetta dall’Adsp ed aperta a tutti i soggetti che avevano aderito alla manifestazione. Ebbene, in quella occasione, con grande sorpresa di tutti i presenti, le imprese  convenute vengono informate di un progetto del colosso francese Edison, già in avanzata fase di studio, che precedentemente aveva preso contatti con Piazzale Pisacane. La cosa, è naturale, fece scoppiare, nel corso della riunione, un nugolo di polemiche relative, da una parte, alle modalità di selezione dei soggetti destinatari della concessione. Dall’altra, al vantaggio competitivo della Edison, per il fatto che aveva avuto contatti da molti mesi con l’Authority di Napoli, ed aveva avuto accesso allo studio di fattibilità predisposto dalla stessa Adsp con le università della Campania.

A questo punto c’è da segnalare il «dietrofront» dell’Autorità di sistema portuale, Pietro Spirito, infatti, attraverso una nota pec inviata il 24 aprile 2018 a tutti i soggetti che avevano manifestato interesse, preannuncia un bando pubblico per il mese di maggio 2018 (bando «che prevederà, a titolo esemplificativo, un processo di pre-qualifica e poi l’assegnazione entro il mese di luglio», è scritto nel documento). Che fine ha fatto il bando di gara? E’ stato pubblicato? Se è stato pubblicato, perché non ce n’è traccia sul sito dell’Adsp? Se non è stato pubblicato, perché il presidente Spirito non ha revocato i contenuti della promessa? Nel frattempo, cosa succede? Accade che in assenza di novità al riguardo da parte dell’Authority  di Napoli, la società Pir (Petrolifera Italo Rumena) del gruppo Ottolenghi di Ravenna – che ha in corso di completamento insieme a Edison, un terminal Gnl nel porto di Ravenna, progetto da 101 milioni di euro – l’11 marzo del 2019, presenta  un’istanza documentata per costruire un termina Gnl all’esterno della Darsena Petroli. Terminal da realizzare in posizione non conflittuale con il costruendo terminal  di Levante e l’area petroli. Ma alla società Pir, che chiedeva pure l’apertura di un tavolo tecnico, nonostante i molteplici solleciti, non è stata data alcuna risposta.

Torniamo al recentissimo passato, al primo ottobre scorso. Torniamo alla conferenza Naples Shipping Week, quando, a sorpresa, riemerge Edison che presenta, insieme a Kuwait Petroleum Italia (Q8), il progetto per un deposito costiero nella Darsena Petroli del porto di Napoli. Progetto – va detto  e sottolineato – che beneficia anche  di un importante finanziamento europeo per la  progettazione a valere sui  fondi Cef (Connecting Europe Facility). L’impianto del deposito costiero di Gnl è previsto proprio all’interno dell’area Darsena Petroli dello scalo marittimo partenopeo, a un tiro di schioppo da una zona densamente abitata (quella di San Giovanni a Teduccio, parliamo di quasi 200mila persone). Oltre ai rischi per la sicurezza dei cittadini – come ha tenuto a sottolineare Presutto, «pochi mesi fa abbiamo visto a Beirut, in Libano, quello che è successo quando un deposito di materiale pericoloso ed esplodente è saltato in aria» – il progetto potrebbe seriamente compromettere pure la funzionalità del futuro terminal di Levante, che ha visto finora, un impegno economico di oltre 150 milioni di euro di risorse pubbliche.