di Ursula Franco *

Il cadavere di Gaia Pope, una ragazza di diciannove anni, scomparsa il 7 novembre scorso da Swanage, Dorset, Inghilterra, è stato trovato 11 giorni dopo, il 18 novembre, su una scogliera dell’isola di Purbeck, a circa un miglio (1600 metri) di distanza dal luogo in cui la Pope era stata avvistata per l’ultima volta. Due giorni prima del ritrovamento del suo corpo una squadra di soccorso aveva raccolto gli abiti di Gaia sempre nella stessa zona, una zona che era già stata ripetutamente perlustrata nei giorni precedenti in quanto era noto a chi cercava la Pope che lei amava recarsi su quelle scogliere.

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L’autopsia eseguita sul suo corpo non ha rilevato lesioni esterne e ha permesso di escludere che la ragazza sia stata uccisa.

Prima del ritrovamento del corpo di Gaia, tre persone, sospettate di averla uccisa erano state arrestate, Rosemary Dinch, 71 anni, suo nipote, Nathan Elsey, 19 anni e suo figlio, Paul Elsey, 49 anni; i tre, il 20 novembre, non appena gli inquirenti sono venuti a conoscenza dei risultati dell’esame autoptico, sono stati rilasciati.

Dopo il ritrovamento del suo cadavere nudo, chi indaga ha cercato di ricostruire lo stato psichico di Gaia nei giorni e nelle ore che hanno preceduto la sua scomparsa. Familiari ed amici hanno riferito che la Pope soffriva di epilessia e di un disturbo post traumatico da stress dovuto ad una violenza sessuale risalente a due anni prima e che era in ansia perché temeva che l’autore della violenza, al momento in carcere, sarebbe stato rilasciato a breve.

Il padre di Gaia ha detto che sua figlia, nel periodo precedente alla scomparsa, era «spaventata e confusa».

Due giorni prima di allontanarsi, il 5 novembre, Gaia aveva scritto su Instagram: «Penso che la polizia stia intercettando il mio telefono. Lo devo spegnere fino a mercoledì… O verrò zittita e messa in cella #violenzasessuale».

Rosemary Dinch, che è stata l’ultima persona ad entrare in contatto con la Pope, ha riferito che quando Gaia si era presentata a casa sua proprio il 7 novembre: «Era chiaramente angosciata e ansiosa. Aveva caldo. Si era tolta la giacca, la camicia, la maglietta… se ne voleva andare, ma le ho detto di rivestirsi. Aveva addosso soltanto una piccola canottiera ed il reggiseno. L’ho abbracciata. Era chiaro che stesse male».

Marienna Pope
Marienna Pope

La cugina della Pope, Marienna, ha dichiarato: «Le condizioni di Gaia si sono veramente deteriorate da circa 6 mesi, un anno. Raramente passa un giorno senza che abbia una crisi epilettica. A volte sono crisi di piccolo male, interrompe una conversazione per circa un minuto e poi torna frizzante. Altre volte sono crisi molto importanti tanto che abbiamo dovuto chiamare i paramedici molte volte. Queste crisi maggiori sono spesso accompagnate da periodi abbastanza prolungati di confusione e disorientamento. A volte non ci riconosce per un breve periodo dopo la crisi e non capisce dove si trovi. Questo è ciò che in gran parte ha complicato il caso».

Gaia soffriva di epilessia e di un disturbo post traumatico da stress, il suo post su Instagram è indicativo di un delirio persecutorio.

È alquanto probabile che la Pope prima di morire fosse in preda ad una crisi psicotica, sia il delirio persecutorio che il denudamento che precedette la sua morte rientrano, infatti, tra i sintomi della psicosi. La psicosi è un disturbo psichico molto comune che colpisce fino al 3% della popolazione e viene definito volgarmente «esaurimento nervoso». La psicosi può essere secondaria ad alcune forme di epilessia.

I risultati degli esami tossicologici eseguiti sui resti di Gaia non sono ancora noti ma è probabile che la Pope, a causa del distacco dalla realtà dovuto allo stato psicotico acuto che l’aveva colpita il 7 novembre, sia morta per assideramento. La zona dove è stato ritrovato il suo cadavere è battuta dal vento e nella notte del 7 novembre le temperature minime non hanno superato i 4 gradi. Un’esposizione prolungata a temperature inferiori ai 10 gradi centigradi produce uno scompenso termico, detto ipotermia, che può condurre a morte per assideramento. Che la Pope fuggisse da immaginari persecutori ce lo rivela il fatto che il suo corpo è stato ritrovato in un’area particolarmente accidentata e di difficile accesso, a detta dei soccorritori. Gaia si nascose in preda al delirio tra piante di ginestre e sottobosco.

Elena Ceste
Elena Ceste

Questo caso ricorda da vicino quello di Elena Ceste, una casalinga di Costigliole D’Asti i cui resti furono ritrovati, nell’ottobre 2015, a circa 800 metri da casa sua, all’interno di un Rio dove si era nascosta per sfuggire ai suoi immaginari persecutori e dove aveva trovato la morte a causa delle basse temperature. I due casi hanno in comune: un’autopsia psicologica positiva per un disturbo psicotico; l’assenza di lesioni sui cadaveri riconducibili ad una morte violenta; il fatto che i corpi fossero nascosti ma non propriamente occultati. Nel caso della Ceste, purtroppo, gli inquirenti, a differenza dei detectives inglesi, una volta ritrovati i resti della casalinga di Costigliole D’Asti seppure fossero privi di lesioni riconducibili ad una morte violenta, hanno arrestato il marito per omicidio.

* Medico criminologo

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