martedì, Dicembre 7, 2021
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Ponticelli, i ras della faida tornano liberi: «Avevano pestato a sangue una spacciatrice»

L’inchiesta che sembrava aver finalmente messo la parola fine sull’ultima faida di Ponticelli finisce per sgretolarsi come neve al sole davanti al Giudice del Riesame. Il tribunale ha dato pieno accoglimento alle argomentazioni dei difensori e martedì sera ha del tutto annullato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita a metà mese. Vengono dunque rimessi a piede libero i 6 presunti esponenti del Clan degli “XX” del rione Fiat. Tra le scarcerazioni scattate spicca quella del giovane Salvatore De Martino fratello del boss detenuto Antonio, inquadrato come l’attuale reggente dell’organizzazione e ormai da un anno impelagata in una guerra sanguinosa contro i rivali del cartello De Luca Bossa Minichini Casella.

Ponticelli, i ras della faida tornano liberi

Oltre a De Martino junior lasciano il carcere anche Francesco Pignatiello, Patrizia di Natale Maria Pignatiello. Il Riesame ha dunque accolto le argomentazione difensive secondo le quali gli indizi di colpevolezza e carico degli indagati non sarebbero stati sufficientemente sostenuti dalle intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni del pentito Rosario Roletta. Ma non è tutto: anche le esigenze cautelari non sono così sostenute dai fatti. Si tratta infatti di una contestazione piuttosto risalente nel tempo; questi insomma, i capisaldi su cui la Giustizia ha fondato la sua decisione.

Avevano pestato la spacciatrice Immacolata Coppola

Secondo la ricostruzione degli inquirenti che hanno condotto le indagini, la spedizione punitiva sarebbe avvenuta il 17 novembre del 2019 quando il gruppo dei De Martino faceva ancora parte del più strutturato clan De Luca Bossa lo stesso con il quale ora è in guerra. Al raid presero complessivamente parte 13 persone alcune dunque non ancora identificate. Il gruppo avrebbe fatto irruzione nell’abitazione di Immacolata Coppola spacciatrice di Cercola e l’avrebbe colpita con calci e pugni al volto e al torace. L’aggressione non sarebbe però finita qui. Il commando sarebbe infatti scagliato con inaudita violenza anche contro il marito della donna, Antonio. L’intento del commando era quello di costringere Coppola, ritenuta la titolare di una piazza di spaccio Cercola, a corrispondere una somma di denaro non quantificata quale quota spettante alla consorteria criminale.

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