(Nella foto il 43enne Raffaele Del Gatto)

Il pusher del “sistema” di Ponticelli a ottobre era stato l’unico, su 14 imputati, a non essere assolto

di Luigi Nicolosi

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Nuova doccia gelata per il presunto pusher in odore di mala. Raffaele Del Gatto, unico condannato su quattordici imputati nell’ottobre scorso, si è visto stringere ancora una volta le manette ai polsi. Il 43enne deve infatti scontare un anno e dieci mesi per furto ed evasione. Quello del 43enne di Barra è un volto ben noto agli archivi delle forze dell’ordine: nel 2019 era andato alla sbarra con l’accusa di aver trafficato e smerciato droga per conto del clan Casella, gruppo emergente della camorra di Ponticelli. In pratica, gli eredi dei clan De Micco e D’Amico del Conocal

A entrare in azione sono stati i carabinieri della stazione di Ponticelli, i quali hanno arrestato Del Gatto, 43enne originario del quartiere Barra, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli. Dovrà scontare la pena di un anno e dieci mesi per reati di evasione e furto commessi rispettivamente nel 2010 e nel 2015. L’arrestato, trasferito nel carcere di Poggioreale, dovrà pagare anche una multa di 14.900 euro. Del Gatto è da tempo un volto ben noto agli archivi delle forze dell’ordine.

Il 43enne, in particolare, è stato a più riprese accostato agli affari criminali del clan Casella, tanto da finire in manette proprio con l’accusa di spaccio e traffico di droga per conto dell’organizzazione di Ponticelli. I Casella balzarono prepotentemente alla ribalta della cronaca giudiziaria locale nell’ottobre dello scorso anno, quando a causa dell’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre dieci ras del gruppo, tra cui i fratelli boss Giuseppe, Eduardo e Vincendo Casella, furono clamorosamente assolti e di conseguenza scarcerati. La stessa sorte non toccò però a Raffaele Del Gatto, che invece venne condannato alla pena di un anno. Ieri mattina, però, ecco che per lui è arrivata la nuova doccia gelata. I carabinieri di Ponticelli gli hanno infatti stretto le manette ai polsi sulla scorta della recente condanna per furto ed evasione, reati commessi nel 2010 e nel 2015. Adesso la giustizia gli ha così presentato nuovamente il conto.