Alla Sopraintendenza, cifra record di quasi due milioni per il risarcimento del Parco Archeologico

I due presunti tombaroli, Giuseppe e Raffaele Izzo, padre e figlio operanti nel commercio della frutta, sono accusati di aver scavato, tra il 2009 ed il 2017, cinque tunnel clandestini alti ottanta centimetri e lunghi settanta metri per saccheggiare i ricchissimi reperti d’epoca romana rinvenuti dentro gli ambienti rustici e nobiliari della Villa suburbana seppellita dall’eruzione del 79 dopo Cristo. Giuseppe, il papà, ha rimediato una condanna di tre anni e mezzo, mentre suo figlio Raffaele è stato condannato in primo grado a tre anni.

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Danneggiamento, scavi clandestini, impossessamento di beni archeologici e violazione di sigilli le gravi accuse mosse a vario titolo dall’ex pubblico ministero anticamorra Filippelli contro i due tombaroli. Multe e pene esemplari, ed un risarcimento record da liquidar in sede civile di circa due milioni di euro in favore della Soprintendenza.

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