“Siamo perfino costretti a comprare a nostre spese i più elementari mezzi di lavoro: toner, carta, attrezzature informatiche”. E’ solo uno stralcio del documento che la segreteria partenopea dello Snavu (Sindacato nazionale polizia locale) ha inviato al prefetto Carmela Pagano, al sindaco di Napoli Luigi de Magistris e all’assessore con delega alla Polizia municipale Alessandra Clemente.

Luigi de Magistris e Alessandra Clemente
Luigi de Magistris e Alessandra Clemente

Cardine della questione è rappresentato dalla mancanza dei mezzi e degli strumenti necessari ad effettuare le mansioni base per provvedere a portare a termine, da parte dei vigili urbani, la propria opera. Mezzi che dovrebbe fornire il datore di lavoro, invece ciò, per quanto riguarda il Corpo della Municipale di Napoli non accade. “Da tempo immemore – scrivono i sindacalisti – Il personale è costretto ad ingegnarsi per poter offrire un servizio decoroso alla cittadinanza, spesso rimettendoci di tasca propria”.

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

Il riferimento è all’acquisto perfino di una rollina metrica che viene utilizzata durante i rilievi in caso di incidenti stradali gravi. Di rimborsi nemmeno a parlarne, “ormai è prassi talmente consolidata che il dipendente provveda in proprio a fornirsi del materiale operativo che il Comando addirittura lo dà per scontato. Si preoccupa ormai unicamente di fornire, laddove possibile, ed a cura della Unità operativa di provenienza di ogni lavoratore del Centro operativo territoriale, il modello Ris per la rilevazione degli incidenti stradali”.
Tra l’altro gli operatori lamentano la mancanza di rolline metriche, vernice spray e macchina fotografica, necessarie in caso di rilievi.

Una pattuglia della polizia municipale

E quando ci sono i mezzi, manca la formazione: un esempio su tutti è rappresentato dal giubbotto antiproiettile. Riguardo al quale i sindacalisti spiegano: gli operatori non sanno nemmeno come si indossi, perché non ci vengono fornite le nozioni base.
“La Polizia locale della terza città d’Italia è costretta ad operare in queste condizioni senza che, chi ne è direttamente responsabile se ne assuma la responsabilità morale, civile e disciplinare”. Gli operatori tramite la sigla sindacale, chiedono che “vengano poste in essere tutte le opportune misure per porre fine a questo ‘bug’ gestionale che finisce per svilire il lavoro dei tanti operatori di Polizia locale di Napoli ormai sempre più relegati al ruolo di ‘ascoltatori passivi’ delle lamentele del cittadino piuttosto che al proprio ruolo istituzionale di garanti della sicurezza urbana”.