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di Giancarlo Tommasone

Tra le voci per il dopo Luigi de Magistris a Palazzo San Giacomo, si diffonde anche quella relativa a una possibile candidatura dell’attuale direttore generale e capo di Gabinetto del Comune, Attilio Auricchio.

Il colonnello dei carabinieri,
braccio destro del primo cittadino,
sarebbe tra i «papabili»
per occupare lo scranno
più alto di Piazza Municipio

Al momento, ribadiamo, nient’altro che una indiscrezione, che circola da una decina di giorni, soprattutto nei corridoi di Via Verdi. In politica, si sa, quando si tratta di candidature, nulla è dato per scontato e impossibile. Alcuni consiglieri di maggioranza ascoltati da Stylo24, hanno catalogato la circostanza come una boutade, uno invece, sembra approvare una scelta del genere, nel caso dovesse concretizzarsi. Infatti, non nasconde la sua «simpatia», anzi si può parlare di vera e propria ammirazione, verso Auricchio, il capogruppo di Forza Italia, Stanislao Lanzotti.

In una discussione che lo vede impegnato su Facebook, laddove spesso esterna il suo pensiero politico, Lanzotti scrive: «Per me, Auricchio rappresenta l’unico asset di questa amministrazione pessima. Lui è bravo». A chi gli chiede, in cosa sia bravo Auricchio, il capogruppo forzista risponde: «E’ uno che conosce i canoni come li conoscevano anche quelli che precedevano gli arancioni alla guida di Palazzo San Giacomo. Ero all’opposizione allora ed oggi, ed ho la capacità e (mi sia consentito) l’autorevolezza per dire che Auricchio è capace (ma non per questo gli ho mai fatto sconti)». Naturalmente è una considerazione personale di Lanzotti; il colonnello, per il consigliere, può in effetti rappresentare l’unico bene (l’asset, appunto) di questa amministrazione.

Non sappiamo però come la prenderanno
gli azzurri, nel leggere questo post

A proposito, invece, del fatto che Lanzotti ad Auricchio, non avrebbe fatto sconti, restiamo un po’ perplessi, ma non sulle intenzioni del forzista, quanto sulla produzione effettiva di opposizione durante questi anni di fantomatiche «battaglie». Non si ricorda infatti, una presa di posizione degna di questo nome (in Consiglio e non su Facebook) da parte di Lanzotti, non solo nei confronti di Auricchio, ma dell’intera maggioranza. Se c’è stata non ce ne siamo accorti, visti gli effetti zero raggiunti con la sua resistenza al governo arancione.

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