E’ l’ennesimo duello, quello andato in scena nelle scorse ore, sulla questione Migranti, tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Tutto parte dalla seconda lettera, inviata la scorsa notte, con cui il presidente del Consiglio chiedeva al vicepremier e ministro dell’Interno di far sbarcare a Lampedusa i minori, alla fine 27, presenti sull’imbarcazione Open Arms.

Immediata la replica del leader della Lega, secondo cui – come avevano fatto sapere fonti del Viminale – “il via libera allo sbarco di queste persone e’ esclusiva responsabilita’ del presidente Conte, che sollecitava un intervento quando la nave si trovava ancora in acque internazionali.

Mentre Madrid non muoveva un muscolo, a Roma si moltiplicavano le pressioni.

L’indirizzo politico di Salvini, supportato giuridicamente, e’ diverso da quello del presidente del Consiglio. Gia’ lunedi’”, avevano aggiunto le fonti, “il ministro auspica novita’ a proposito del ricorso sulla decisione del Tar del Lazio, ed e’ certo che la linea della fermezza e della difesa dei confini e della dignita’ dell’Italia e’ condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini di questo Paese”.

Nella sua missiva di risposta, inviata per conoscenza anche ai responsabili di Difesa, Elisabetta Trenta, e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, Salvini aveva dato il via libera allo sbarco dei minori scrivendo che “daro’ pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinche’ non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirTi che continuero’ a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporTi. Con altrettanta sincerita’”, aveva concluso nella lettera il segretario del Carroccio rivolgendosi a Conte, “Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale Tua determinazione possa provocare una irreversibile ed onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell’assistenza di soggetti che, successivamente, potrebbe rivelarsi non dovuta”.