di Giancarlo Tommasone

Rimborsi destinati al microcredito, a che punto sono i consiglieri regionali campani del M5S? Ci siamo resi conto che l’ex capogruppo Valeria Ciarambino e l’attuale coordinatore dei cittadini pentastellati a Palazzo Santa Lucia, Gennaro Saiello, non solo sono i più ritardatari della Campania, ma dell’intera Penisola (rispetto cioè ai consiglieri regionali del M5S nel resto d’Italia).

Entrambi restano fermi con il rimborso a settembre
del 2017. Non considerando aprile 2018, il ritardo,
o se più vi aggrada la «dimenticanza», per loro,
ha superato i sei mesi.

Già lo scorso febbraio, Stylo24 aveva descritto lo stato dei rimborsi dei cittadini grillini eletti alla Regione. E’ molto semplice farlo, si evince tutto dal blog delle stelle, basta cliccare su tirendiconto.it. Ci eravamo resi conto, appunto, che i più puntuali dei sette consiglieri campani si erano fermati a dicembre 2017.

Gennaro Saiello e Beppe Grillo

Il precedente controllo era stato effettuato il 15 febbraio di quest’anno, ma siccome vogliamo aiutare i portavoce del Movimento nella loro mission – quella della trasparenza prima di tutto – abbiamo ripetuto l’indagine, esattamente dopo due mesi. E allora si evince che il braccio destro di Di Maio in Campania, Valeria Ciarambino, è ancora ferma con le restituzioni a settembre del 2017, dato che era emerso già dal primo nostro controllo.

Insieme a Gennaro Saiello, come scrivevamo all’inizio del pezzo,
è il consigliere regionale del M5S leader per arretrati in Italia.

Rispetto ai controlli effettuati a febbraio scorso e al raffronto con quelli eseguiti nella giornata di ieri, la situazione che si evidenzia per i rimborsi è quella che segue. Michele Cammarano due mesi fa risultava aver restituito fino a ottobre 2017. Dall’ultima indagine si evince che ha «coperto» fino a dicembre scorso; Luigi Cirillo e Maria Muscarà restano ai versamenti effettuati a dicembre 2017.

Gennaro Saiello e Roberto Fico

Piccolo passo in avanti per Tommaso Malerba, che copre fino a ottobre 2017, a febbraio era fermo alla restituzione effettuata ad agosto scorso. Si è uniformato alla maggior parte dei consiglieri regionali del M5S anche Vincenzo Viglione, che al penultimo controllo risultava aver restituito fino a settembre 2017, mentre negli ultimi due mesi ha versato la «quota» di ottobre, novembre e dicembre.

La consigliera regionale Valeria Ciarambino e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio
La consigliera regionale Valeria Ciarambino e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio

C’è infine il caso di Gennaro Saiello, attuale capogruppo grillino. I suoi rimborsi destinati al microcredito, due mesi fa risultavano versati fino a giugno 2017. Negli ultimi 60 giorni Saiello ha pagato altre tre quote mensili. E’ fermo dunque a settembre scorso.

Tommaso Malerba, primo a destra insieme a Roberto Fico e Sergio Puglia

Alcune considerazioni bisogna farle. Non doveva essere un contributo di cui rendicontare ogni mese ai cittadini, nel nome della trasparenza? E non sarebbe più facile e trasparente, non appena ricevuto lo stipendio mensile, fare i conti che si devono fare, effettuare il bonifico alla cassa per il microcredito e pubblicare la distinta sul blog delle stelle? Perché si registrano tali evidenziati ritardi nel versare i rimborsi? Eppure, ci pare, che lo stipendio venga accreditato ai consiglieri regionali del M5S ogni 30 giorni o giù di lì.

Vincenzo Viglione

Le nobili modalità del rimborso – almeno a quanto si pubblicizza – non sembrerebbero ridursi a «quando tengo i soldi li metto» oppure a «metto i soldi quando mi pare, perché prima ho altre incombenze».

Maria Muscarà e Valeria Ciarambino

E il cittadino, non veniva, forse, prima di tutto? Il cittadino non va rendicontato ogni sei mesi, se la prerogativa è la trasparenza; le piccole e medie imprese vanno aiutate mese per mese, se il sostegno alle suddette piccole e medie imprese è un’altra mission che si propone di perseguire il M5S.

Il gruppo consiliare del M5S della Regione Campania

Non per fare quelli che hanno scoperto l’acqua calda, ma per una banca, una cosa è veder versato sul conto del proprio cliente un accredito (relativo allo stipendio mensile) da tremila euro, un’altra se quell’entrata è pari a seimila o a qualcosa in più. Cambiano tante cose. A partire dalle agevolazioni concesse al correntista (carte di credito più capienti, fidi, mutui…)