«La denuncia per calunnia del comandante? Non so se la farà, in ogni caso i vigili che hanno firmato l’esposto contro Ciro Esposito e l’assessore Alessandra Clemente sono pronti a impugnare anche la delibera del Consiglio comunale sulla proposta di promozione per i 50 maggiori. Su questa storia, credo che andranno fino in fondo».
Salvatore Guerriero, ex consigliere comunale dei Ds ed ex leader del sindacato «Snavu» – ed egli stesso ex agente di polizia municipale – interviene sullo scontro frontale che vede Esposito e la Clemente querelati per un presunto falso in atto pubblico nel provvedimento che prevederebbe un doppio scatto di carriera di 50 tenenti passati, nel giro di tre anni, al grado di maggiore.

L'ex consigliere comunale Salvatore Guerriero
L’ex consigliere comunale Salvatore Guerriero

Guerriero è un po’ la «memoria storica» dei caschi bianchi partenopei ed è stato l’interlocutore naturale, fin dai tempi di Rosetta Iervolino, nei rapporti con la polizia municipale. Conosce a fondo la vicenda e le sue implicazioni politico-amministrative. Perché la promozione in blocco di 50 tenenti non è solo questione di semplici scatti di stipendio o curriculari, ha radici e articolazioni che arrivano fino alle stanze del vertice politico di Palazzo San Giacomo.
«Ho letto l’intervista del comandante Esposito a “Il Mattino” – commenta Guerriero con Stylo24 – e la trovo sconcertante. Il Corpo non è rancoroso, per usare un suo termine. Se lo fosse, lo avrebbero già denunciato nel giugno scorso quando, sempre a un giornalista, disse che alcuni vigili vogliono i gradi ma non vogliono lavorare».

L'assessore comunale Alessandra Clemente
L’assessore comunale Alessandra Clemente

Secondo Guerriero, in attesa delle visite mediche per rientrare nel Corpo dopo un’aspettativa di sei mesi, «sono evidenti le bugie del comandante». «Quando Esposito afferma che il regolamento regionale, che disciplina le dinamiche interne alla polizia municipale, non è applicabile, dice chiaramente una cosa non vera».
Secondo l’ex esponente dello Snavu, infatti, «il regolamento regionale è stato già applicato due volte, a Napoli: la prima proprio in occasione della sua nomina, quando ha indossato i gradi di generale, appena diventato comandante; e la seconda, quando i vecchi maggiori, maturati i dieci anni di servizio previsti dalla norma, hanno avuto accesso al grado di colonnelli. Di che cosa parla Esposito?».

«Non può dire che il regolamento regionale è inapplicabile. E probabilmente, lo sa anche lui ma per ragioni d’ufficio è obbligato a difendere l’indifendibile».

La querela dei sette caschi bianchi contro la Clemente ed Esposito (leggi l’articolo di Stylo24) nasce dalla forzatura che la giunta comunale avrebbe, secondo i detrattori, fatto per far approvare comunque una pasticciata selezione che consentirebbe a 50 tenenti di passare di grado.

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

«Apprendo con piacere che, sulla richiesta del consigliere comunale Andrea Santoro, Esposito ammetta che non si tratta di un concorso ma di una selezione a carattere interno, e che la determina di ufficializzazione sia irreperibile, come scritto nella querela». Dunque, secondo lui, «qualche problema davvero c’è».
«La mia lunga esperienza nel Corpo mi ha portato a diffidare sempre di chi crede di avere dalla sua parte la politica, e di chi sceglie i comandanti non per meritocrazia ma per fedeltà. È la sesta volta che tentano questo blitz, ma non ci riusciranno».