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Potere al Popolo sara’ presente alle elezioni europee della prossima primavera. A sancirlo il 73% dei votati durante la consultazioni dei sostenitori di Pap. Tra due settimane ci sara’ una nuova consultazione online in cui sara’ deciso se Potere al Popolo andra’ alle elezioni con il proprio simbolo e programma o se cerchera’ convergenze con altre forze politiche e sociali. Proprio su questo secondo punto, Pap propone un confronto pubblico su 4 punti aperto a tutte le forze politiche che possano esserne interessati per poi rimettere la decisione nelle mani delle aderenti e degli aderenti di Potere al Popolo.

“Crediamo che in questi anni sia diventato evidente che l’Unione Europea, con i suoi Trattati e il suo sistema di poteri – questo il primo dei 4 punti su cui Pap cerca un confronto – e’ l’inevitabile avversario di ogni progetto di eguaglianza sociale e di controllo democratico sul mercato e sulla finanza. La rottura dei Trattati non e’ una questione ideologica ma serve a realizzare quello che da anni chiedono le classi popolari europee e movimenti come quello dei Gilet Gialli”.

 

“Non si possono inoltre non rivedere radicalmente le spese e le servitu’ militari, la nostra adesione alla NATO, la collocazione internazionale del nostro paese. Servono processi di cooperazione reale e non di rapina con i paesi africani e del Medioriente”, questo il secondo punto di Pap, che propone anche la necessita’ di “praticare politiche di accoglienza e integrazione sul modello di Riace”.

“Bisogna dire basta alla falsa alternativa tra l’europeismo liberista della “sinistra” e il nazionalismo liberista della destra, a cui oggi sembra ridursi ogni opzione”, in sintesi, secondo Pap, “non si puo’ stare con chi si allea con il Pd”. Infine “pensiamo che un movimento di trasformazione della societa’ non possa prescindere da una forte caratterizzazione rispetto alle questioni di genere, nel programma, nell’organizzazione interna, nella comunicazione. Come ci insegnano movimenti come Non Una di Meno, il femminismo non e’ un orpello o una questione settoriale, ma un elemento costitutivo del nostro pensiero e della nostra azione”.

 

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