di Giancarlo Tommasone

Sono giorni di riflessioni, di confronti, di discussioni su progetti in fieri; tra circa un anno e mezzo si andrà al voto per il rinnovo del Consiglio della Regione Campania. Se per il centrosinistra il copione sembra essere già stato scritto per l’80%, con le candidature ampiamente annunciate e prevedibili di Vincenzo De Luca e di Luigi de Magistris, molto meno chiara appare la situazione sul fronte del centrodestra.

Scontro in vista per Palazzo Santa Lucia

In questi giorni sono aumentate sensibilmente le «quotazioni» di Pina Castiello (sottosegretario del Ministero per il Sud) della Lega per la guida dello schieramento. Ma per quanto riguarda questa possibilità, bisognerà capire se il centrodestra andrà unito alle prossime consultazioni e comprendere quanto avrà inciso il servizio di «Report» sul Carroccio al Sud. È inutile girarci intorno, la Lega in Campania è uscita più che malconcia dalla trasmissione Rai andata in onda lo scorso 10 dicembre.

I guai del Carroccio nel mirino della trasmissione Report

Il format condotto da Sigfrido Ranucci ha ad esempio acceso i riflettori, tra gli altri, su Vincenzo Nespoli (ex senatore di An ed ex sindaco di Afragola), che a gennaio scorso è stato condannato in Appello a cinque anni di reclusione per il crac della società di vigilanza «La Gazzella». E sul nipote dello stesso Nespoli, Camillo Giacco (assessore comunale proprio ad Afragola e in quota Lega), che risulta coinvolto in una indagine sul riciclaggio.

Nel centrodestra, accanto all’ipotesi Pina Castiello, prende forma – almeno questo sembra essere la narrazione ufficiale – anche l’iscrizione alla gara per Palazzo Santa Lucia di Mara Carfagna.
«Ma la candidatura del vicepresidente della Camera – spiega a Stylo24 una fonte interna di Forza Italia – è considerata di disturbo per quella di Stefano Caldoro; l’ex governatore, non dimentichiamo, da un lato ha “benedetto” la possibilità di Carfagna, dall’altro ha dichiarato che ci sono anche altri nomi e che la situazione è in fieri. La verità è che i due sono in rotta, dopo anni di feeling».

La Regione Campania? Una calamita di guai giudiziari

Secondo la nostra fonte, ci sono poi da considerare altri due elementi relativi alla vicenda, «motivazioni che devono essere tenute nel giusto conto: Mara Carfagna non si candiderebbe mai perché non vuole misurarsi in uno scontro diretto e “fratricida” e poi perché la Regione è solitamente una “calamita” di guai giudiziari».