di Giancarlo Tommasone

Nell’ultimo periodo si registra una sempre maggiore presenza, sul fronte politico, da parte dell’Ordine degli psicologici della Campania. Azione che si concretizza, spesso, nella critica puntuale al Governo e in particolar modo al vicepremier Matteo Salvini. L’ultima uscita in tal senso si è registrata nelle scorse ore, proprio in contemporanea con la partecipazione del ministro dell’Interno al tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico che si è svolto in Prefettura.

L’Ordine degli psicologi ha prodotto un comunicato,
attraverso il quale ha espresso «forte preoccupazione per le gravi ripercussioni sul fronte sanitario e della tenuta sociale
che l’entrata in vigore della legge Sicurezza sta generando
su tutto il territorio regionale».

Gli psicologi campani si sono soffermati sull’articolo 12 del testo che, secondo i professionisti, andrebbe a depotenziare lo Sprar (acronimo di Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), «consentendone l’accesso solo ai titolati di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati». Con la legge in questione, ha dichiarato il presidente dell’Ordine, Antonella Bozzaotra, «Salvini genera solo insicurezza cancellando peraltro il lavoro fatto negli anni dagli operatori per la cura e la tutela dei cittadini stranieri, che vengono abbandonati anche sul piano psicofisico dopo aver subito esperienze traumatiche nei loro Paesi d’origine e durante i viaggi verso l’Italia. In questo modo si alimentano i conflitti all’interno della società, generando malessere e facendo saltare i sistemi di convivenza civile».

Il centro sociale Insurgencia è la più solida base elettorale di deMa

Sottolineando il concetto che tutti possono esprimere la propria opinione, c’è da chiedersi, però, quale sia la finalità di una critica di natura palesemente politica, portata da parte di un Ordine professionale verso un tema che esula dagli argomenti di cui dovrebbe occuparsi un organismo del genere, che ha come prerogativa quello di regolamentazione della professione dei suoi iscritti.

Ma il presidente Bozzaotra (e naturalmente l’istituzione che rappresenta), non è nuova ad uscite anti Salvini. Una, in particolare, vale la pena di essere rispolverata. Il 10 marzo del 2017, e quindi alla vigilia della partecipazione del segretario della Lega a una convention organizzata alla Mostra d’Oltremare, il presidente dell’Ordine degli psicologi scriveva (tra le altre cose) sul suo profilo social: «Invito tutte le napoletane e i napoletani ad accogliere Salvini alla nostra maniera, facendo riferimento alla storia, agli usi e ai costumi della nostra terra» (riportò il «Corriere del Mezzogiorno», il 10 marzo 2017).

Il giorno dopo, sottolineiamo, non certo per quanto scritto
da Bozzaotra, piuttosto per il clima che la stessa Amministrazione comunale contribuì a rendere infuocato, nella zona
di Fuorigrotta si registrò una vera e propria guerriglia urbana.

Che portò ad arresti, denunce, e a registrare più di 30 contusi negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, senza contare le auto danneggiate e un intero quartiere tenuto in scacco per ore. Alla manifestazione anti Salvini dell’11 marzo di due anni fa (come pure a quella di oggi davanti alla Prefettura) prendono parte anche gli attivisti del centro sociale Insurgencia, legato a doppio filo all’Amministrazione targata de Magistris. Laboratorio occupato di Via Vecchia San Rocco che vede tra i suoi leader proprio il figlio di uno dei massimi dirigenti dell’Ordine degli psicologi.