Oggi dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere il giorno dell’ordinanza anti-movida. In verità l’atto a firma del sindaco avrebbe dovuto essere pronto il 7 novembre, oggi è 17. Dieci giorni di ritardo rispetto alle richieste di Prefetto e Questore. Per capire la geografia del documento bisogna però andare oltre le pagine, oltre le sanzioni che saranno previste dall’ordinanza, oltre gli orari di chiusura. Persino oltre le aree alle quali sarà destinata l’ordinanza.
Il sindaco de Magistris ha estromesso tutti dalla stesura dell’atto. Un atto di forza. Ha fatto fuori dalla decisione finale l’assessore Clemente, Panini e anche il vicesindaco. Lo ha scritto a quattro mani con l’ufficio del Gabinetto.

E sì, perché per una settimana c’è anche chi ha provato a far arenare il documento, prendere tempo. Chi ha avuto paura che l’ordinanza potesse fermare le nottate chiassose, scosciate e inutili, a base di alcol (venduto senza permessi), nei luoghi «occupati» della movida. Avanti compagni, perché Mezzocannone «liberato» potrà continuare a sparare oltre i decibel consentiti, far pagare un biglietto di ingresso come al cinema o al teatro, far scorrere fiumi di bibite dal baretto autogestito.
I movimentisti travestiti da politici, in questi giorni, hanno fatto su e giù da Palazzo San Giacomo per cercare di arginare il problema, di tamponare i conseguenti atti repressivi delle forze dell’ordine. E alla fine ci sono riusciti. Perché l’area della «movida occupata» non rientrerà nell’ordinanza, così come la tipologia di struttura. Pare siano inclusi soltanto gli «esercizi commerciali».

Come a dire: chi è in regola con i permessi sarà sotto l’occhio vigile della legge.
Chi non li ha, gestisce luoghi occupati, serve da bere a pagamento senza alcuna autorizzazione, vende alcolici a tutte le ore,
minorenni o maggiorenni che siano gli avventori, può tranquillamente continuare a farlo.

Gli insurgensisti arancioni gongolano, e nulla di nuovo batte sotto al sole, nella città dell’amore, della legalità e della rivoluzione. Dove la legge è uguale quasi per tutti.