Dopo i selfie dilaga la “saga” degli striscioni contro il ministro dell’interno, in un crescendo di slogan che dai balconi del paese rimbalza sui social: la protesta anti-Salvini sembra essere diventata l’ultima frontiera della “nuova resistenza” di quella parte di italiani che prova in questo modo a contrastare l’offensiva elettorale del “Capitano”, commenta qualche parlamentare dell’opposizione. Il vicepremier fa buon viso, si limita a chiedere di evitare le offese e le minacce, ma intanto corre ai riparti.

Ieri ad esempio, gli è andato in soccorso il maltempo: a Campobasso il comizio precedentemente fissato in piazza della Prefettura e’ stato spostato nella sala convegno del Centrum Palace, ufficialmente a causa delle cattive previsioni meteorologiche. Il fatto e’ che in previsione del comizio gia’ da giorni erano spuntati dai palazzi i lenzuoli: ben 200. Un boom “inaspettato” ha raccontato uno degli organizzatori della protesta che spiega: “Siamo rimasti chiusi 72 ore nella Casa del Popolo a fare striscioni e a rispondere a decine di telefonate. I cittadini hanno risposto oltre ogni aspettativa alla nostra azione di disobbedienza politica dopo i fatti di Salerno e Bergamo” dove le forze dell’ordine erano intervenute per rimuovere gli striscioni.

 

Intanto mentre si moltiplicano gli hashtag su Twitter come #Zorro (quello che allude all’episodio sul pupazzetto di Zorro raccontato nella biografia di Salvini, per molte ore in cima ai top trend), o #stressasalvini la protesta si organizza attorno #salvinitoglianchequesti, che porta ormai come simbolo della battaglia la foto dello striscione comparso a Firenze: “Portatela lunga la scala. Sono al quinto piano“. Sotto questo hashtag si stanno organizzando le proteste in molte citta’ di Italia a partire da Milano, dove questo sabato il Capitano e’ atteso in citta’ con Marine Le Pen per il principale evento della Lega per la campagna per le Europee.

Pure Napoli, dove oggi il ministro e’ atteso per una riunione del comitato provinciale per la sicurezza, si organizza: dal rione Sanita’ allo storico quartiere Materdei, dai Decumani alle Vele di Scampia, gia’ sono spuntati in citta’ i primi striscioni contro il vicepremier. “Piu’ sono colorati e divertenti gli striscioni meglio e'” continua a ripetere il leader del Carroccio che avverte: “quello che non tollero sono le minacce di morte, insulti e inviti alla violenza. Quelle non sono libere espressioni”.