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Pomigliano D’Arco si divide nella vicenda che vede protagonista suo malgrado il vicepremier grillino Luigi Di Maio. Di certo il fatto che sia nato da quelle parti gli crea alcune simpatie, ma resta forte l’impronta del centrodestra che vede il sindaco Lello Russo al potere, mentre in consiglio sono soltanto tre gli esponenti del Movimento 5 Stelle. E tra questi l’amico di sempre del ministro del Lavoro Dario De Falco. Vero e proprio alter ego di Di Maio, che con lui ha fondato la sezione cittadina del M5s. C’è chi richiede le sue dimissioni, così come chi lo difende. A cominciare dalla questione del lavoro a nero che avrebbe fatto prima di entrare in politica. Ma, come riporta un articolo del ‘Mattino’, firmato da Mary Liguori, a sentire gli ex datori di lavoro, quelle nelle pizzerie sarebbero state solo prestazioni occasionali e come tali pagate con i voucher. La classica ritenuta d’acconto utilizzata per chi collabora sporadicamente.

 

Altra storia ancora è quella della presenza da giovane sugli spalti dello stadio San Paolo. Lo stesso Di Maio ha spesso dichiarato di aver lavorato come steward nel 2006. Ma una delle agenzie che all’epoca del Napoli Soccer in serie C si occupava del servizio riposta come il lavoro svolto dal vicepremier fosse quello di distribuire bibite per la ditta di proprietà del cugino del consigliere regionale di Fdi Luciano Passariello. Anche in quel caso pagato 30 euro a partita per quelle che erano prestazioni occasionali. I voucher insomma, sarebbero quelli a spiegare le carenze contributive emerse dall’Inps sulla posizione del ministro del Lavoro.

 

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