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di Giancarlo Tommasone

Nove punti, sette gol: è il bottino delle tre gare del Napoli al San Paolo. La squadra azzurra ha dovuto sostenere gli impegni casalinghi senza poter contare sulla presenza, sugli spalti, del sindaco Luigi de Magistris. Più di un mese fa, esattamente il 23 agosto scorso, il primo cittadino partenopeo aveva accettato l’invito degli ultras della B a seguire la partita in curva.

Ma complici impegni presi in precedenza,
si era visto costretto a rinunciare al match contro i rossoneri, acerrimi nemici
di nerazzurri e napoletani

Giggino si era premurato di sottolineare: «Purtroppo sabato sono fuori Napoli, ma sarò in curva con voi per la prossima partita in casa con la Fiorentina». Contro i viola nessuno lo ha visto, stessa cosa, ieri sera per l’incontro che vedeva gli uomini di Ancelotti opporsi agli emiliani di Parma. Si tratta dell’ennesima promessa non mantenuta da parte del sindaco. Spinto dall’entusiasmo dell’invito dei tifosi, aveva subito accettato, ma le presunte intenzioni sono rimaste lettera morta.

Ci chiediamo però, se quella vicinanza ai tifosi del settore più caldo
e popolare del San Paolo non sia stata
solo la risposta immediata a De Laurentiis

Perché non dimentichiamolo, nello stesso post del 23 agosto, de Magistris scrive pure: «Del resto dopo i reiterati ed offensivi attacchi alla Città e ai napoletani ho deciso di non sedermi più accanto ad Aurelio De Laurentiis. Forza Napoli sempre, città e squadra! Sono nato a Napoli, sono napoletano fino al midollo, sono tifoso del Napoli e sono stato eletto per due volte Sindaco di Napoli. Amo Napoli oltre la mia vita! A presto, in curva B! Grazie». Nota la querelle tra patron azzurro e sindaco, inutile tornarci sopra. L’invito accettato è stato pure letto come l’ennesima conferma dell’azione populista di Giggino, che sa quanto lo stadio e i tifosi azzurri rappresentino un bacino importante di consensi e quanto la curva possa diventare, un amplificatore del sentire anti De Luca, oltre a quello usuale anti De Laurentiis. Al napoletano, poi, toccagli qualsiasi cosa, ma non permetterti di mettere in mezzo la squadra di calcio. E’ come le mamme, quando si è bambini: si devono lasciare sempre fuori dalla discussione. Il sindaco non va allo stadio? Per molti, va bene così. Del resto, durante questo torneo, senza Giggino sugli spalti, il Napoli nel suo fortino ha fatto filotto. E viviamo, sempre, non dimentichiamolo mai, nella città più scaramantica del pianeta.

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