«Le polemiche sui finanziamenti pubblici dati a produzioni cinematografiche e televisive non proprio degne di nota non sono mai mancate, ma se è vero che la Film Commission campana ha finanziato Il Castello delle cerimonie, la trasmissione trash incentrata sulle feste organizzate alla Sonrisa, struttura al centro di inchieste per abusivismo e camorra, avremmo raggiunto un livello davvero inaccettabile».

INTERROGAZIONE CONSILIARE
SUI FINANZIAMENTI CONCESSI
AL CASTELLO DELLE CERIMONIE

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione cultura, che, sulla questione, ha presentato un’interrogazione consiliare per capire «se i 73.749 euro concessi alla B&B Film per il progetto Il Castello delle cerimonie 2 siano effettivamente stati usati per realizzare quella trasmissione in cui sono stati protagonisti personaggi legati alla malavita».

«Sarebbe veramente assurdo che soldi pubblici dei campani andassero a finanziare un programma televisivo che porta nelle case degli italiani il peggio del trash, dando un’immagine distorta e non veritiera della vera napoletanità che non ha nulla a che fare con quello che succede in quelle feste organizzate a La Sonrisa», ha aggiunto Borrelli per il quale «qualora, nella risposta alla mia interrogazione, fosse confermato che quei quasi 80.000 euro sono serviti a finanziare quella trasmissione, chiederò la revoca immediata del finanziamento e che quei soldi vadano a un prodotto che documenti la vera Napoli e i veri napoletani».

«E, a proposito di documentare, appare quanto mai singolare che il finanziamento concesso al Castello delle cerimonie rientri nella categoria dei documentari» ha concluso Borrelli che, anche su questo, ha chiesto «chiarimenti nell’interrogazione consiliare per capire quali criteri siano stati adottati nella scelta delle produzioni da finanziare da parte della Commissione che valuta i vari progetti, soprattutto perché alcuni di quei componenti fanno parte di quella Commissione in qualità di esperti di comprovata cultura ed esperienza che, di certo, non avrebbero dimostrato finanziando quel programma trash».