di Giancarlo Tommasone

Ci risiamo, proprio non ce la fa a stare lontano dai social, Guglielmo Allodi, ex esponente del Partito democratico ed ex assessore provinciale di Napoli. Certo, ognuno è libero di esprimere la sua opinione, ci mancherebbe. Però una cosa è criticare un pezzo o un titolo giornalistico, addirittura boicottare il quotidiano che lo ha pubblicato, un’altra è esternare la volontà di fare «una mazziata (dare una lezione a suon di botte, ndr) come si deve» al giornalista (supponiamo si tratti di Vittorio Feltri, direttore di «Libero»).

Il titolo del quotidiano Libero

Il titolo comparso ieri in apertura del quotidiano milanese, l’hanno letto un po’ tutti, lo riproponiamo per coloro che non se ne fossero accorti: «Comandano i terroni». Mentre l’occhiello recita: «Ai meridionali 3 cariche istituzionali su quattro», vale a dire le cariche di capo dello Stato (Mattarella), presidente del Consiglio (Conte), presidente della Camera (Fico).

La titolazione di «Libero» non è andata giù a molti,
e tra questi evidentemente c’è anche Allodi.

L’ex assessore provinciale, commentando il post di un suo amico che aveva pubblicato la prima pagina col titolo incriminato, ha scritto, appunto: «Io credo che bisogna decidere di fargli una mazziata come si deve». A Feltri, ci sembra di capire.

Non è nuovo a uscite del genere, Guglielmo Allodi, lo scorso agosto (come riportato in anteprima da Stylo24), sempre su Facebook, aveva scritto: «Se la vicenda dei migranti continua ad essere in mano a Salvini è giunto il momento di pensare alla lotta del popolo armato». Il post non era sfuggito all’attenzione del vicepremier della Lega e di suoi sostenitori.

Il post Fb dell’ex Pd Guglielmo Allodi

Pochi giorni dopo la pubblicazione di quello scritto,
Allodi fu denunciato; a presentare querela
nei suoi confronti un 44enne di Firenze.

Chissà che stessa sorte non possa toccare all’ex assessore provinciale a causa dell’ultimo commento prodotto. Tornando al titolo di «Libero», anche a Napoli, ha provocato una consistente ondata di indignazione. Un penalista partenopeo che chiede l’anonimato (ma che tiene a far sapere che, alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, appoggerà «la lista di rottura Loser lawyer league») ieri mattina ha sporto querela nei confronti della testata milanese e del suo direttore responsabile. «E’ un titolo denigratorio», ha dichiarato il penalista a Stylo24.