di Antonio Averaimo

Sono trascorse quasi due settimane dall’inchiesta di Stylo24 sulla mancata trasparenza della Gori circa gli incarichi concessi ai professionisti esterni all’ente. L’azienda, che gestisce il servizio idrico di ben 76 comuni campani ed è controllata dal consorzio dei comuni beneficiari, è in aperta violazione delle normative vigenti, in particolare del decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013.

La legge non lascia scampo:
bisogna rendicontare ogni
minimo atto dell’ente,
a tutela della massima
trasparenza
con i cittadini

Il presidente Gori, Michele Di Natale

Quando abbiamo contattato la Gori, l’ufficio stampa ci ha informati che avrebbe prontamente provveduto a pubblicare i dati della voce “Consulenze e collaborazioni”, motivando la mancata pubblicazione con il sopraggiungere di problemi dovuti all’adozione di un nuovo sistema informatico. Tuttavia, a quasi due settimane dalla pubblicazione dell’inchiesta, dell’elenco aggiornato delle consulenze e delle collaborazioni non v’è ancora traccia sul sito dell’azienda.

E non c’è traccia nemmeno
del curriculum vitae del padre
del sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto, Renato, che di incarichi dalla società
con sede proprio a Ercolano,
ne ha avuti parecchi negli ultimi anni,
per cifre che superano
abbondantemente i 100mila euro

L’amministratore delegato Claudio Cosentino

Chiunque può verificarlo, semplicemente consultando gli elenchi in cui sono inseriti i professionisti che hanno collaborato con Gori. Il problema è che dal 2016 la sezione non è più aggiornata. Proprio in quell’anno la questione delle consulenze allo studio legale della famiglia Buonajuto viene sollevata su Repubblica.

Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano
Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano

Il primo cittadino di Ercolano si affrettò a precisare di aver venduto  le proprie quote nello studio già due anni prima, in occasione delle primarie che avrebbero scelto il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni che lo avrebbero poi visto vincitore. Tuttavia non esitò a difendere l’opportunità del fatto che suo padre continuasse a ricevere incarichi da una società di cui il Comune di Ercolano è socio. Già, l’opportunità. Perché è proprio qui che risiede il problema.