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di Giancarlo Tommasone

Una lettera a firma del consigliere Gaetano Troncone, su carta intesta del Comune, è stata spedita per posta ai candidati delle scorse elezioni amministrative di Napoli, nello specifico a quelli che non sono riusciti ad ottenere uno scranno a Palazzo San Giacomo. Secondo quanto è scritto nella missiva, si tratta di un invito a valorizzare conoscenze e impegno degli aspiranti consiglieri bocciati alle consultazioni del 2016, e di una proposta «di offrire la tua partecipazione nei diversi progetti che sto portando avanti in città, in qualità di consigliere comunale del gruppo misto».

Troncone sollecita un incontro
ai destinatari della lettera,
«presso la sede del consiglio comunale
di Via Verdi
per conoscere il tuo programma e le tue proposte per la città e allo stesso tempo per illustrarti le iniziative
che sto mettendo in campo»

Al di là dell’opportunità di coinvolgere nell’attività amministrativa candidati non eletti, ci si chiede come mai Troncone abbia scelto una via istituzionale per questa iniziativa, quella rappresentata appunto dall’utilizzo della carta e della busta intestate del Comune.

C’è di più, indicazioni del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali (Ministero dell’Interno) sottolineano che «in assenza di previsioni regolamentari dettagliate, l’uso e la riproduzione dello stemma comunale da parte del singolo consigliere ovvero dei gruppi consiliari dovrebbe essere limitato all’esercizio del munus istituzionale di cui lo stesso è investito. Si ritiene opportuno che sulla carta intestata sia prevista, insieme allo stemma comunale, la contemporanea presenza del nominativo del consigliere e del simbolo del gruppo cui appartiene con la specifica indicazione “gruppo consiliare”».

Sul documento diffuso dal consigliere c’è solo il simbolo del Comune di Napoli; l’intestazione è semplicemente «Comune di Napoli, Consigliere Comunale Arch. Gaetano Troncone».

E poi rientra nel munus (funzione) istituzionale di un consigliere inviare missive a candidati non eletti, su carta intestata del Comune?

E’ lecito pure domandarsi, come mai Troncone «per ricevere un contributo nello studio delle delibere e delle proposte da votare in consiglio comunale» si sia rivolto a non eletti e non invece a professionisti, esperti di settore, rappresentanti di associazioni del territorio, se l’intento esternato tramite la lettera è quello di lavorare per la città di Napoli.

La missiva, da quanto risulta a Stylo24, è stata recapitata pure presso le abitazioni dei non eletti e anche a coloro che alle passate elezioni si sono presentati in schieramenti diversi da quello di Troncone: in che modo quest’ultimo è entrato in possesso degli indirizzi degli aspiranti consiglieri del 2016? Li ha cercati uno a uno sulle Pagine bianche? E in caso contrario, chi glieli ha forniti, visto che si tratta di dati che dovrebbero essere protetti dalla legge sulla privacy?

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