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di Giancarlo Tommasone

Gli arancioni parteciperanno alle Europee? Sì, no, forse. Ma sembra più un no che un sì: almeno ascoltando le dichiarazioni rese al riguardo dal primo cittadino di Napoli. Anche se, quando si tratta di Luigi de Magistris, occorre sempre considerare la sua imprevedibilità.

In effetti, ci si chiede, il movimento e il suo leader, sono
pronti per presentarsi alla tornata del prossimo maggio?

Partiamo dai costi che bisogna affrontare per la campagna elettorale; al momento non si conosce il bilancio dell’associazione deMa, poiché l’unico documento contabile che, tra l’altro è stato oggetto di un articolo da parte di Stylo24, ha a che fare con il 2017 e si attesta sui 43mila euro. E’ impossibile con un budget del genere ( a meno che nell’ultimo anno non sia aumentato in maniera sensibile), pensare di affrontare un tour che dovrebbe toccare sei regioni. Oltre alla Campania, fanno parte della circoscrizione Meridionale, il Molise, la Basilicata, la Puglia, l’Abruzzo e la Calabria. Quarantatremila euro forse sarebbero sufficienti, a stento, per le spese di viaggio, se si decidesse di schierare deMa alle Europee. Passiamo adesso alla strategia da adottare e quindi ai patti da suggellare.

Nel caso de Magistris voglia creare un’alleanza, dovrà farlo con partiti certamente più strutturati di deMa. Quindi la scelta dovrebbe inevitabilmente ricadere o su Potere al Popolo o su Varoufakis, che sono praticamente agli antipodi. Pap, è notorio, ha come riferimento Mélenchon, che ha una posizione antieuropeista. Si muove negli schemi dell’Unione europea, invece, l’ellenico, ex ministro delle Finanze. Con chiunque dei due, eventualmente, sceglieranno di stare gli arancioni, vedrebbero dimezzata la possibilità di avere successo a livello elettorale. Altro elemento da considerare per la partecipazione alla tornata europea, è quello del radicamento sul territorio delle circoscrizioni. Radicamento che non c’è. A parte un paio di circoli territoriali in Puglia (a Manfredonia e a Taranto), restano scoperte altre quattro regioni. E’ vero, de Magistris in Calabria lo conoscono, ma solo per i suoi trascorsi da pm, e non certo come politico.

La presenza di deMa nel resto delle province
campane non è poi così degna di rilievo

Visto che ad esempio, in provincia di Salerno, a Perdifumo può contare sul consigliere Nazario Matarazzo, che alle scorse elezioni, da candidato sindaco, ha raccolto insieme alla sua lista, appena 195 preferenze. Luigi de Magistris crede davvero di poter arrivare a Bruxelles con i soli voti raccolti in Campania, oppure con quelli «napoletani»? Non dimentichiamo che alle scorse Amministrative, ha raccolto il 30% delle preferenze. Ma se non si candida lui, l’unico – che bisogna riconoscerglielo – ha appeal tra gli arancioni, chi potrebbe iscrivere de Magistris alle consultazioni di maggio? Forse Eleonora De Majo? In questo caso, il movimento potrebbe contare soltanto sui voti di Insurgencia e non su quelli dei moderati. Alessandra Clemente? Gli arancioni andrebbero a perdere anche l’appoggio di una certa area dei centri sociali. Resterebbe da vagliare una eventuale candidatura di Sandro Ruotolo. Ma teniamo a mente, che questi, alle elezioni a cui si presentò sotto le insegne del soggetto politico di Ingroia (nel 2013), fece registrare un fallimento.

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