di Giancarlo Tommasone

In estate, dice la fascia tricolore partenopea, Luigi de Magistris, «sceglieremo il candidato alla Regione, che potrei essere io» e nello stesso tempo «anche il candidato a sindaco», il suo successore. Siamo davanti a un modello di comunicazione più volte utilizzato dal primo cittadino, che già in passato ha dichiarato che avrebbe indicato il papabile pronto a sostituirlo nella guida di Palazzo San Giacomo. Ma alla fine non se ne è fatto mai niente, gli annunci non hanno avuto seguito.

Naturalmente, il sindaco prende tempo, pure perché il terreno è «minato». Se indicasse un rappresentante dei centri sociali, si «inimicherebbe» la maggioranza; stessa cosa capiterebbe se scegliesse tra i componenti del suo «governo». Metterebbe inevitabilmente a rischio la tenuta della già debole maggioranza.

L’attesa per non spaccare
la maggioranza
arancione
che ha già
problemi di tenuta

E allora, qual è la soluzione? Aspettare, dando comunque qualche segnale di presenza, stesso copione adottato per la candidatura alle Europee (sfumata, secondo le previsioni). Andiamo a vedere adesso qualche altra occasione in cui de Magistris ha annunciato la successione, senza mai fare il fatidico nome.

Gli annunci
del sindaco
ai quali non
c’è stato seguito

A fine gennaio del 2018, dichiara che presto si sarebbe interessato del «sostituto». «Pensare alla mia successione sembra prematuro ma in realtà lo è fino ad un certo punto, è chiaro che tra poco dovremo cominciare a pensare a qualcuno che possa garantire continuità amministrativa. I nomi sono diversi ma sono convinto che riusciremo ad individuare una figura che dia questa continuità». A fine ottobre scorso, a margine del rimpasto di giunta, de Magistris  torna sull’argomento di «capitan futuro»: «Le aspirazioni sono tante, escluderei l’attuale vicesindaco (Panini, ndr) perché non parla napoletano, questo è un elemento che toglie tensioni positive. So che nella giunta più di un assessore vorrebbe candidarsi a sindaco, come potrebbe anche qualche presidente municipalità. E’ il momento di decidere e l’ultima parola spetta a chi ha governato Napoli per 10 anni ed è a capo del movimento». Adesso però, i tempi si sono fatti molto più stretti, e nel caso in cui il sindaco decidesse di iscriversi alla corsa per Palazzo Santa Lucia, una indicazione per la guida del Comune, la dovrà dare per forza. E quindi, chi nominare? Da tempo si fa il nome di chi viene indicato da molti come naturale successore di de Magistris: l’assessore Alessandra Clemente.

La pista che porta a Roberto Fico
Il patto «segreto» deMa-M5S

Ma l’investitura potrebbe ricadere anche su Ivo Poggiani (presidente del III parlamentino). Siamo nel campo delle ipotesi e naturalmente, è lecito fare anche il nome del giornalista Sandro Ruotolo (zio dell’assessore Clemente), che presiede il Comitato di inchiesta per il contrasto e la prevenzione dei fenomeni di illegalità nella città di Napoli. Ruotolo, non dovesse essere «arruolato» da deMa per le Regionali, potrebbe essere iscritto alle consultazioni amministrative del 2021. Passando adesso ai contatti (ormai notori) tra deMa e M5S, per Palazzo San Giacomo, potrebbe concretizzarsi anche la candidatura di Roberto Fico.

Il presidente della Camera, lo ribadiamo, è cosa risaputa, piace al sindaco. E inoltre, da mesi, si parla di un patto segreto (gli indizi dell’accordo ci sono tutti), che potrebbe portare l’appoggio pentastellato a de Magistris alle Regionali, in cambio dello «sponsor» a Fico per l’Ente di Piazza Municipio. Nel caso però, volesse trarsi d’impaccio, il sindaco, quale successore, potrebbe individuare anche l’imprenditore Francesco Floro Flores, commissario straordinario per Bagnoli (indicato dal ministro M5S, Barbara Lezzi).

Ipotesi Francesco Floro Flores
come successore di de Magistris

E’ una delle ipotesi da prendere in considerazione, e la cosa accontenterebbe sia arancioni che grillini. E inoltre, non dovendo il sindaco scegliere in Comune o in Municipalità, potrebbe aiutare de Magistris a smarcarsi, a uscire da una situazione che si fa di giorno in giorno, più complessa. Tornando alla maggioranza e quindi all’associazione deMa, c’è un altro problema a cui far fronte ed è quello relativo all’assessore a Via Lieti (dove ha sede la III Municipalità). L’idea di affidare la nomina a Egidio Giordano (componente della Segreteria di deMa, e sedicente leader del laboratorio occupato Insurgencia), cosa che sembrava già fatta, è stata al momento «congelata». Ma la questione dovrà essere affrontata e risolta al più presto. Si parla anche di un incarico presso la Città Metropolitana.