“Le debolezze interne e le contraddizioni della nostra politica estera ci hanno resi marginali ma il fatto che il nostro Presidente del Consiglio si sia presentato al G7 come dimissionario rende ora il nostro ruolo trascurabile”. E’ il commento di Romano Prodi in un editoriale su Il Messaggero sull’attuale situazione politica italiana.

“Una crisi di governo provoca solitamente un allarme in tutti i commentatori internazionali e un attacco da parte della speculazione finanziaria, con la conseguenza di un immediato aumento dello spread – sottolinea l’ex presidente del Consiglio -. I saloni che abitualmente bastonano il nostro Paese si sono invece chiesti come mai la crisi non sia arrivata prima” esprimendo l’auspicio che si crei una nuova alleanza di governo in grado di aprire un dialogo costruttivo con la Ue “e di cancellare un appuntamento elettorale che destabilizzerebbe il Paese” in un momento nel quale servono decisioni politiche e una legge finanziaria per “metterci in linea con gli altri partner europei”.

Il nostro spread e’ diminuito “e le azioni delle banche sono risalite” con un’inversione solo venerdi’ scorso, per il durissimo scambio di dichiarazioni fra Usa e Cina, che aumenta “le prospettive di una crisi dell’economia mondiale”.

“I nostri partner – continua Prodi – si attendono quindi dall’Italia la formazione di un governo che eviti la vera anomalia italiana, che e’ la rottura con l’Europa. Il voto dei 5Stelle in favore di Ursula von der Leyen ha di fatto aperto la crisi ma ha, nello stesso tempo, suggerito l’ipotesi di una soluzione. C’e’ da sperare che i responsabili di Pd e 5Stelle ne prendano atto e facciano prevalere gli interessi generali e le prospettive del futuro sulle divisioni del passato”.

Prodi ricorda anche che il quadro internazionale in cui si svolge il G7 e’ “in rapido peggioramento. L’economia e’ in perdita di velocita’ in tutti i sette Paesi che stanno attorno al tavolo e soprattutto la Germania continua ad avere prestazioni inferiori alle pur pessimistiche aspettative”. Ci si sta orientando per una Brexit “senza un sostanziale accordo” ed e’ ridotta la possibilita’ che a Biarritz “possano essere prese decisioni concrete di un certo peso”, anche su temi come la foresta amazzonica.