Sono trentaquattro le contestazioni formali, tra i destinatati figurano anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e l’ex presidente e attuale consigliere regionale, Stefano Caldoro. Le contestazioni formali sono state emesse dalla Procura della Corte dei Conti della Campania in relazione alla costituzione, nel 2015, e alla proroga per oltre due anni, di una commissione speciale d’inchiesta sulle società partecipate ritenuta dagli inquirenti «illegittima e dannosa».

L’inchiesta
è nata
da un esposto
del M5S

Secondo i magistrati contabili la Commissione speciale era un «inutile doppione» rispetto ad altre strutture interne ed esterne al Consiglio regionale della Campania ed ha provocato un aggravio di costi per la collettività pari a oltre 311mila euro, calcolati al 31 dicembre 2018. I magistrati contabili, però, stanno facendo ulteriori verifiche e la somma potrebbe anche aumentare.

Le ipotesi
della Corte dei Conti:
la costituzione
di quella commissione
assolutamente
illegittima,
inutile e anche dannosa

La Procura della Corte dei Conti della Campania, in sostanza, ipotizza che la costituzione di quella commissione sia stata assolutamente illegittima, inutile e anche dannosa. La sua inutilità era stata anche segnalata da una dirigente dell’Ufficio legislativo della Giunta regionale della Campania la quale aveva anche evidenziato l’esistenza di numerosi apparati impegnati in materia di società partecipate. Ciononostante la costituzione della Commissione di inchiesta sulle società partecipate, consorzi ed enti strumentali dipendenti dalla Regione Campania è stata approvata a maggioranza (26 consiglieri favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti) il 9 dicembre del 2015.

L’insediamento e la costituzione invece avvennero nel corso della seduta consiliare del successivo 19 gennaio: presidente fu eletto Luciano Passariello (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale), consigliere con funzioni di vice presidente Gianluca Daniele (Pd) e Monica Paolino (Forza Italia) fu eletta consigliere con funzioni di segretario. Le richieste di proroga vennero approvate per altre tre volte (il 29 dicembre 2016, l’11 luglio 2017 e il 30 gennaio del 2018) e la commissione rimase in vigore fino al 19 marzo 2018, dopo avere preso in analisi complessivamente le situazioni gestionali di una dozzina di enti della cosiddetta «galassia regionale» riportate brevemente in una ventina di pagine di relazione finale consegnate il 20 marzo 2018.

Dati, sottolineano
gli inquirenti,
che potevano
essere acquisiti
anche attraverso l’esame
di alcuni dei siti istituzionali

L’ufficio di presidenza è costato, tra il 2016 e il 2017, oltre 87mila euro mentre oltre 203mila euro sono costate le cinque unità costituenti il personale. A questa somma vanno anche aggiunti i costi della proroga di altri due mesi votata per alzata di mano il 30 gennaio 2018, che ammonta a quasi 21mila euro.