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di Giancarlo Tommasone

Cinquantacinquemila euro, a tanto ammontano i costi affrontati dall’ente di Palazzo San Giacomo, per l’allestimento del palco in Piazza Dante, in occasione del concerto del Primo Maggio, quello con lo slogan: Napoli parla un’altra lingua. La Giunta si è riunita il 30 aprile scorso (appena un giorno prima dell’evento, e al momento, non c’è traccia del documento sull’Albo pretorio del Comune) e alla fine, si è riusciti a reperire i fondi necessari, attingendo dalla tassa di soggiorno, quella volgarmente chiamata «tassa dei turisti».

Il Comune
ha destinato
55mila euro
di fondi, attingendo
dall’imposta
di soggiorno

Ma per far fronte a un concerto, tra l’altro organizzato da un privato, il Comune poteva attingere da detta tassa di soggiorno? No, almeno stando a una decisione del Consiglio di Stato, Sezione V (sentenza del 23 novembre del 2018, numero 6644). A riportarla, sul sito on line altalex.com, l’avvocato Alessandro Del Dotto. Relativamente alla destinazione dei fondi provenienti dalla tassa di soggiorno (e quindi al loro utilizzo), si tratta di risorse «vincolate».

Gli introiti
della «tassa dei turisti»
sono destinati
ad attività e servizi
che niente hanno a che vedere
con l’allestimento
di un palco per un concerto in piazza

Con la citata sentenza, i giudici di Palazzo Spada hanno chiarito l’estrema ampiezza della disposizione dell’articolo 4 del decreto legislativo numero 23 del 2011, «la quale – è vero (sottolinea Del Dotto) – sancisce che la destinazione dell’imposta è diretta al “finanziamento di interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive” ma, non è escluso che essa sia impiegata per interventi “di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali”. Alle illustrate e possibili devoluzioni di spesa, aggiunge la possibilità di impiego per il sostegno “dei relativi servizi pubblici locali”».

La sentenza
del Consiglio di Stato
emessa
il 23 novembre del 2018

Ma, detto ciò, e chiarita la circostanza, che i fondi provenienti dall’imposta di soggiorno possono essere utilizzati anche per i servizi pubblici locali, bisogna fare qualche esempio di servizio pubblico locale. In generale, riporta la guida di cittadinanzattiva-er.it, i servizi pubblici a rilevanza economica, con i quali i cittadini si imbattono maggiormente ogni giorno, sono: il trasporto pubblico locale; la distribuzione del gas naturale; la distribuzione dell’energia elettrica; il servizio idrico integrato; la gestione dei rifiuti urbani. Esempio di servizio pubblico locale, privo di rilevanza economica, è la gestione di un canile.

Nella categoria di servizio pubblico locale, verso il quale destinare eventualmente, i fondi della tassa di soggiorno, non vi è traccia alcuna di eventi o concerti. Tanto meno di spettacoli, come quello del Primo Maggio a Napoli, che lo ribadiamo è stato tra l’altro organizzato da un privato, e non si capisce perché il Comune abbia destinato risorse «vincolate», per l’allestimento del palco in Piazza Dante. A questo punto vorremmo chiarire anche un particolare per niente trascurabile. E’ vero, da quanto è stato dichiarato dagli organizzatori, gli artisti che hanno preso parte al concerto non sono stati pagati, hanno aderito gratuitamente. Ma è altrettanto vero che sia per i big, che per i cosiddetti emergenti, una kermesse del genere, che si tiene davanti a decine di migliaia di spettatori, ha sempre il suo valore e quindi il suo ritorno di immagine, in termini di notevole visibilità per artisti e band. Ma, dell’organizzazione e del «circolo chiuso» degli eventi a Napoli, Stylo24 si è già occupato.

La destinazione
dei fondi
dell’imposta di soggiorno
sarebbe in contrasto
con la normativa vigente

Concludendo, vorremmo sottolineare che, come stabilisce il contenuto del decreto legislativo (quello dell’imposta di soggiorno), e ribadisce una sentenza del Consiglio di Stato, il Comune di Napoli avrebbe destinato dei fondi «vincolati» a un’attività (l’allestimento del palco del concerto), in contrasto con la normativa vigente. Ci aspettiamo, a questo punto, che qualcuno dell’opposizione intervenga sulla vicenda, magari chiedendo chiarimenti nell’aula del Consiglio comunale.

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