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di Giancarlo Tommasone

Il concertone del Primo Maggio in Piazza Dante, come abbiamo visto, è costato al Comune di Napoli (per l’allestimento del palco) 55mila euro. Denaro che è stato reperito attingendo dagli introiti della tassa di soggiorno. Si tratta di fondi vincolati, destinati, come sancisce la disposizione dell’articolo 4 del decreto legislativo numero 23 del 2011, al «finanziamento di interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive»; a interventi «di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali»; al sostegno «dei relativi servizi pubblici locali».

Concertone
in Piazza Dante:
dubbi sulla destinazione
dei fondi dell’imposta
di soggiorno

A ribadire – sottolineando il contenuto della norma – la destinazione degli introiti, anche una sentenza del Consiglio di Stato, la numero 6644 del 23 novembre del 2018. Abbiamo pure visto che quando si parla di fondi da impegnare per servizi pubblici locali, non risulta in alcun modo che un concerto rientri nella categoria. La domanda è sempre la stessa: il Comune di Napoli ha speso correttamente gli introiti dell’imposta di soggiorno? Era permesso quel tipo di destinazione per dei fondi vincolati? Per cercare di dare una risposta ci affidiamo ancora alla giurisprudenza e prendiamo in esame una delibera della Corte dei Conti della Campania (3 ottobre 2018) e una sentenza del Tar Puglia (Lecce, II Sezione, del 30 aprile 2012). Per quanto riguarda il primo caso, la Corte è stata chiamata ad esprimersi sulla possibilità, da parte di un Comune campano, «di usare il gettito di tale imposta per l’assunzione stagionale di personale del servizio di vigilanza urbana». E di verificare, se fra gli interventi in materia di turismo (e quelli che abbiamo visto pocanzi), possa rientrare «l’assunzione di personale (stagionale) da impiegare nei servizi turistici ed in particolare a rafforzamento del servizio di vigilanza urbana».

La delibera della Corte
dei Conti della Campania
sull’assunzione di personale

Si trattava dunque di appurare se nei casi,  rientri l’assunzione di personale a tempo determinato. Il Collegio ha ritenuto che tale opzione non rientri nella ratio normativa, perché ha ritenuto che «l’assunzione di personale per il periodo stagionale in un Comune a forte destinazione turistica sia solo strumentalmente connessa al turismo; l’assunzione di agenti di polizia municipale non può essere considerata un intervento in materia di turismo poiché il personale suddetto svolge generalmente» altre funzioni, tra cui, ad esempio, quelle di polizia giudiziaria; polizia stradale; polizia edilizia.

La sentenza del Tar Puglia

Diametralmente opposta rispetto alla delibera dei magistrati contabili campani, e quindi maggiormente inclusiva, la decisione dei giudici del Tar Puglia (30 aprile 2012), che «ritengono rispettato il vincolo di destinazione dell’entrata in questione, allorquando l’imposta sia impiegata per il finanziamento non solo d’interventi aventi carattere sufficientemente circoscritto e direttamente ascrivibili alla materia del turismo, ma anche per interventi di carattere più generico, quali manutenzione del patrimonio dei beni culturali, personale di polizia municipale a tempo determinato, interventi in campo turistico, manutenzione strade comunali, segnaletica stradale, interventi di tutela ambientale, attività relative al problema del randagismo, servizio Rsu, interventi di realizzazione e manutenzione di parchi e giardini urbani». Spese, ritiene il Tar, connotate da un’evidente, anche se indiretta, «funzione di promozione del turismo locale». 

Nessun caso di quelli affrontati finora, relativamente alla destinazione (ritenuta rispetto ai casi, «stringente» o maggiormente «inclusiva») ha a che fare con un evento come quello andato in scena in Piazza Dante a Napoli.

Nessuna
attinenza
dell’evento
in Piazza Dante
con il turismo

Tra l’altro il concertone napoletano del Primo Maggio, non ha nulla a che fare con il turismo perché è stato incentrato su temi che vertevano soprattutto sul lavoro, l’ambiente e la contestazione del Governo centrale. Inoltre, l’evento di mercoledì scorso, ha avuto la durata di un solo giorno, quindi non è equiparabile a un festival della durata pure di una settimana, kermesse prolungata nel tempo, tale da poter attirare turisti in città. Infine, particolare da non dimenticare mai: si è trattato di una manifestazione organizzata da un privato, l’imprenditore Massimo Jovine (bassista dei 99 Posse).

A questo punto,
aumentano ulteriormente
i dubbi relativi alla
corretta destinazione,
effettuata a Napoli,
dei fondi provenienti
dalla tassa di soggiorno

Ma a quanto ammontano in totale, le risorse proveniente dal gettito da imposta di soggiorno, nella nostra città? Napoli è sesta, nella speciale classifica stilata da Federalberghi, e fa registrare un incasso di 7.553.695 (1,6% del totale). Prima è Roma, con 130 milioni di euro (27,7% del totale).

La richiesta di acquisizione degli atti

Tornando al concerto del Primo Maggio, in Piazza Dante, i consiglieri David Lebro (La Città) e Diego Venanzoni (Pd), hanno chiesto di poter accedere agli atti. La richiesta inviata al dirigente del Servizio supporto organizzativo alle Iniziative culturali, Rosanna Lizzi,  e per conoscenze, tra gli altri, anche al capo di Gabinetto del Comune, Attilio Auricchio, è relativa all’acquisizione «di copia delle determinazioni di Codesto Servizio (n.2/18 aprile e n.3/23 aprile) relative alla manifestazione in oggetto, nonché ogni altra ed eventuale documentazione pertinente (note, disposizioni, atto deliberativo, verbale conferenze dei servizi, ecc.)», è scritto nella nota diffusa dai due consiglieri.

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