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di Giancarlo Tommasone

Il presidente del Napoli, per Antonio Amente, è semplicemente «il mio carissimo amico Aurelio». Il sindaco di Melito rispedisce al mittente tutte le «accuse» che gli sono state rivolte nell’ultima settimana, le bolla come insinuazioni prive di qualsiasi fondamento, frutto di propaganda dell’opposizione e sciocchezze diffuse ad hoc dai suoi detrattori. Al centro della discussione c’è naturalmente il progetto dello stadio.

Sindaco, ma non era tifoso dell’Inter? Da dove viene, adesso, tutta questa passione per il Napoli?
«Chi mette in giro queste voci lo fa soltanto perché non sa a cosa appigliarsi. Sono un vecchio abbonato, seguo il Napoli allo stadio dai tempi di Sivori e di Altafini. L’interista sta a Napoli, si chiama de Magistris, nemico di Napoli, del Napoli e dei napoletani».
E anche di De Laurentiis, giusto?
«E’ naturale, il mio caro amico Aurelio è l’unico che sta facendo qualcosa di buono per la città e fa bene a voler andare via dal San Paolo».
Magari per venire a Melito?
«Sì, ma se non sarà Melito, sarà comunque una città in provincia di Napoli».

Il sindaco de Magistris e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis

Da come ne parla, sembra che il suo rapporto di amicizia con il presidente affondi prolungate radici nel tempo. Da quanto vi conoscete?
«Sì,  ci lega una profonda amicizia, conosco Aurelio da più di due anni».
E in che occasione vi siete conosciuti? Era un’occasione istituzionale?
«Tramite amici comuni, non ricordo se eravamo in vacanza a Ischia oppure a Capri. Io non ero ancora il sindaco di Melito. Da quell’estate è nato un rapporto che migliora giorno dopo giorno».
E quando, invece, avete cominciato a parlare della possibilità di realizzare uno stadio a Melito?
«L’anno scorso. Il mio caro amico Aurelio mi invitò, insieme a una delegazione del Comune, a Manchester in occasione della trasferta del Napoli, che partecipava alla Champions. Facemmo un giro insieme allo sceicco (presidente del Manchester City) presso il centro sportivo e lo stadio della società (l’Etihad Stadium). Tutto parte dall’idea di realizzare un impianto sul modello di quelli inglesi, naturalmente con meno posti a sedere. Capienza da trentamila, trentacinquemila unità al massimo. Qualche mese dopo, Aurelio visitò alcune aree melitesi e se ne innamorò».

La sede del Comune di Melito

Siamo sinceri, quanto crede alla fattibilità di uno stadio a Melito?
«Tantissimo. Anche se, voglio precisare, che al momento l’idea di realizzarlo è, come ho detto più volte, al 50%. Siamo in stand-bye e ci sono tante cose da vagliare. Ben diverso il discorso per il centro sportivo».
Nel caso in cui si dovesse partire con il progetto del ‘campo di gara’ degli azzurri, secondo lei Melito è pronta dal punto di vista della logistica? Non trova che sia un po’ tagliata fuori per ciò che riguarda i collegamenti?
«Questa è un’altra favola costruita a tavolino da chi si vuole opporre al progetto. Melito è servita da tre fermate della metropolitana: Scampia, Mugnano e Giugliano-Melito».
Se si cotruirà lo stadio a Melito, la proprietà della struttura sarà di De Laurentiis. Si accollerà anche le spese di riassetto delle arterie che confluiscono in città? O di un servizio di navette verso l’impianto?
«Non ce ne sarà bisogno. I tifosi potranno arrivare allo stadio in metropolitana. Disterà non più di 300 metri dalle stazioni. E poi chi mette in giro queste voci pensasse a vedere come sono ridotte le strade della provincia nord che la collegano a Napoli. Per venire a Napoli ci ho già rimesso due ruote dell’auto. Il sindaco de Magistris pensi a riempire le buche del manto stradale. E’ una vergogna».

Vincenzo De Luca e Aurelio De Laurentiis

Perché ce l’ha tanto con de Magistris?
«Lo reputo tra i peggiori, se non il peggior sindaco in assoluto».
E De Luca, invece, come lo reputa?
«De Luca tutta la vita, rispetto a de Magistris».

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