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di Giancarlo Tommasone

E’ un attivista del Movimento 5 Stelle, Augusto Crespi, e ha partecipato alla produzione del testo di quello che abbiamo definito il contro emendamento alla legge Grassi, la salva-finanze. Stylo24 (che in esclusiva si è occupato della vicenda e ha riportato il testo della proposta) gli ha rivolto alcune domande, raccogliendo considerazioni su una vicenda che rischia di scuotere nel profondo l’universo degli attivisti napoletani e del resto d’Italia, soprattutto alla luce di un presunto accordo sotterraneo tra il presidente della Camera, Roberto Fico e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Qual è l’iter che si può seguire per recuperare questa proposta di legge, proprio ripartendo dalla sua esposizione sulla piattaforma Rousseau?
«Il percorso che al momento abbiamo scelto è quello di renderla pubblica e di manifestarla via mail, sulle mail istituzionali di tutti i portavoce del Movimento. Perché probabilmente, i tempi di Rousseau sono molto lunghi. Anche se non abbiamo alcuna fretta, poiché il punto fondamentale è questo: noi non chiediamo la modifica dell’emendamento Grassi, perché è passato nel Milleproroghe e non avevamo il tempo sufficiente per intervenire; noi chiediamo che quell’emendamento che oggi è diventato il comma di una legge, venga modificato. Noi non abbiamo fretta, ma nemmeno possiamo aspettare mesi o anni. Quindi renderemo pubblica la proposta di legge, in maniera diretta».

Perché detta proposta ha avuto un percorso così travagliato? Sembrava che, ufficiosamente, tutti ne fossero a conoscenza, ma nessun portavoce locale e nazionale se ne è fatto carico.
«Perché non avevano il testo. Noi non abbiamo mai reso pubblico il testo, quindi sulla carta tutti si sono detti disponibili, nel senso che si sono detti d’accordo sul fatto che questo emendamento di Grassi in un punto andasse cambiato; che poi è il punto in cui la nostra proposta andrebbe ad agire. Lo stesso senatore Grassi, nel corso della discussione pubblica, ha dichiarato di essere concorde rispetto al cambiamento. Di essere aperto e propenso all’accoglimento di una proposta di cambiamento basata sulla segnalazione degli attivisti sul campo. Parlo naturalmente degli attivisti che conoscono il sistema Napoli».

Non avete fretta, vi siete dati una scadenza?
«Ci siamo svincolati dal Milleproroghe, proprio perché avrebbe permesso di chiudere questa nostra proposta in una scadenza temporale, che era quella dell’approvazione del Milleproroghe stesso. E quando abbiamo capito che questo poteva diventare una trappola, l’abbiamo evitata. E’ scritto a chiare lettere nel testo della proposta: si tratta di una proposta di modifica rispetto a quello che è diventato oggi il comma di una legge. Non ha scadenza temporale, poi il Governo, i nostri portavoce, decideranno e nel decidere andranno ad assumersi anche una responsabilità politica».

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Parliamo del Comune di Napoli e del dissesto.
«Ci avevano detto che si doveva evitare il default perché non era giusto che si affossassero anche i creditori. Oggi, invece con la possibilità data al Comune di Napoli di avere una anticipazione dalla Cassa Depositi e Prestiti, mediando con i creditori fino a un 50%, di fatto assistiamo alla circostanza che a rimetterci siano soltanto i creditori, non altri. L’unico che non paga è il ‘dissestatore’ che sta lì da otto anni. Quindi ci chiediamo: ci hanno detto una balla ieri, oggi o in entrambi i casi?».

Domenica scorsa è intervenuto all’assemblea regionale del M5S. E ha sollevato il caso della proposta di legge che giace su Rousseau. Ha sottolineato davanti all’uditorio grillino l’esistenza di presunte voci di un accordo tra Luigi de Magistris e il Movimento. Finora tutti gli indizi vanno nella direzione che sembra confermare il cosiddetto ‘patto sotterraneo’. All’interno del mondo grillino come viene vissuta questa circostanza?
«Io ho portato in visione alla ‘Regionale’ un articolo di Gerardo Ausiello, articolo nel quale viene affrontato senza mezzi termini il tema dell’esistenza dell’accordo tra Fico e de Magistris, e della convenienza per le parti. Il pezzo è stato diffuso su centinaia di profili e in molti si aspettavano la risposta di Fico. C’è da riflettere, nel momento in cui viene chiesta a Fico una replica e lui non la fa. Io da attivista, senza smentita, senza replica da parte di Fico, sono costretto ad abbassare la testa e a chiedere scusa, affermando: è come era stato detto. Non essendoci stata alcuna smentita, devo dare per scontato che Roberto Fico abbia fatto accordi sottobanco. Proprio nei termini riportati con l’articolo a cui facevamo riferimento. I principi fondanti sui quali il Movimento è nato ed è cresciuto negli ultimi dieci anni, sono quelli di onestà e trasparenza, con i quali ci hanno preso pure per i fondelli. E agire con onestà e trasparenza significa che non si fanno accordi sottobanco, si fanno accordi alla luce del sole e si risponde alle critiche e alle domande degli attivisti. Poi, tornando a quello che prova l’universo grillino circa la vicenda napoletana, nel caso in cui qualcuno volesse pubblicare le chat tra attivisti e portavoce, ci si potrà bene rendere conto della cosa. Del resto basta andare a farsi un giro su alcuni profili proprio di portavoce e attivisti. Posso dire personalmente, che domenica scorsa, il 99% dell’uditorio è stato d’accordo con quello che dicevo o comunque non lo ha contestato. E’ tutto trasparente, cristallizzato nelle immagini di un video. Tutto alla luce del sole».

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