di Giancarlo Tommasone

Non sappiamo se l’abbia fatto in maniera inconsapevole, oppure intenzionalmente, fatto sta che con il post sullo stadio San Paolo, l’assessore Clemente dice una bugia. E’ una fake news in piena regola. Alle 14.46 del 20 giugno, la componente della squadra di governo a Palazzo San Giacomo, considerata la più attiva sui social, scrive: «Azzurro è il colore di Napoli! Luigi de Magistris il sindaco che ha fatto rifare lo stadio San Paolo». Seguono le emoticon di un bicipite in tensione e di un cuoricino azzurro, e poi si continua con il testo: «Dove i grandi eventi sportivi portano pagine di corruzione e di grandi opere dimenticate qui a Napoli è tutta n’ata storia».

Lasciando stare la non perfetta costruzione grammaticale del pensiero, che passa in secondo piano, rispetto al concetto espresso, ci si renderà subito conto che Alessandra Clemente, con questo post ha sovvertito la realtà dei fatti. In pratica attribuisce al Comune, anzi al sindaco de Magistris, la «paternità» delle opere di restyling dell’impianto di Fuorigrotta.

Cosa, lo ribadiamo, assolutamente non vera,
poiché i lavori sono stati effettuati grazie
ai fondi delle Universiadi, che vengono
gestiti dalla Regione Campania.

Non sappiamo, se il post sia frutto di una madornale gaffe dovuta alla poca informazione sui fatti, o se magari rappresenti un’azione di «cortesia» a buon rendere, nei confronti del sindaco, a cui l’assessore fa mettere letteralmente il cappello sul lavoro altrui. Se in altre occasioni, Clemente si era «rifugiata» sui social per fare incetta di like e cuoricini, e per vedere il suo pensiero sposato e condiviso dagli utenti, questa volta, subisce l’effetto boomerang e riporta una sonante sconfitta sul suo terreno di azione preferito, Facebook, appunto.

L’assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello

La stragrande maggioranza dei commenti sono tutti contro di lei e la su bugia. Molte considerazioni sono rese con termini coloriti e quindi non possiamo pubblicarle; facendo la media dei concetti espressi dagli internauti, ci limiteremo a riportare il commento di Gabriella: «Ci vuole coraggio a scrivere tali sciocchezze con tanta convinzione».

Alla discussione partecipano anche alcuni consiglieri comunali. «Gentile assessore la prego vivamente di cancellare questo post. Glielo chiedo da cittadino e da consigliere comunale di Napoli. E’ fuorviante e non risponde al vero (…) Si tratta di fondi e risorse messi a disposizione dalla Regione Campania. Soldi pubblici, ci mancherebbe, e di tutti. Il Comune di Napoli ha svolto solo una funzione tecnica e di accompagnamento. La prego di ristabilire la verità», scrive Diego Venanzoni (Pd).

Ribadisce il concetto, il collega di partito di Venanzoni, Federico Arienzo, che spiega la questione dei fondi del credito sportivo: «Che brutti tempi di propaganda viviamo. Avete provato con i 25 milioni del credito sportivo, soldi che non avete avuto perché i Comuni in predissesto non possono accendere quel tipo di mutuo. Lo stadio si rifà grazie ai fondi delle Universiadi, che sono di gestione della Regione Campania».

A chi, a torto, scrive che il Comune di Napoli avrebbe avuto un ruolo di controllo sui fondi della Regione, affinché non finissero in mani sbagliate, l’ex consigliere Raffaele Ambrosino fa notare, giustamente, come il ruolo di controllo sulle risorse, sia esercitato dall’Anac.

Questo per dire che i pochi che hanno cercato
di difendere la bugia pubblicata da Alessandra Clemente, non solo hanno dimostrato di non essere informati, ma sono stati zittiti con dati e verità inconfutabili.

Non sappiamo se il governatore De Luca abbia letto il post, sappiamo però cosa ha dichiarato lo scorso marzo sul restyling del San Paolo, sull’assessore allo Sport, Ciro Borriello, e sui fondi necessari per il rifacimento dello stadio: «L’assessore Borriello dorme sempre, a me interessa che lui vada in giro dicendo che, tutto quello che si fa a Napoli, lo fa la Regione, con i fondi della Regione. E lui, invece, fa il testimonial perché fa l’assessore senza soldi».

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il patron azzurro Aurelio De Laurentiis e l’assessore comunale Ciro Borriello

Tornando al post di Clemente, volevamo sottolineare che da un rappresentante politico, ci si aspetta sempre la verità; sovvertire la realtà dei fatti non solo è irrispettoso nei confronti dei cittadini, ma non fa onore al mandato elettorale. Se poi c’è intenzione nel vendere come vera una bugia, allora bisognerebbe capire perché. Noi di Stylo24 non abbiamo dimenticato quando l’assessore Clemente, a febbraio del 2018, fu tra i primi a ringraziare Giulio Golia de «Le Iene», che con il suo servizio aveva creduto di smontare una nostra notizia, quella della banda della Parrocchiella, definendola fake news.

Abbiamo dimostrato, fatti alla mano, che la fake news
era quella montata da Giulio Golia, con la sua presunta controinchiesta, e che la nostra era una notizia, accertata, verificata, ma soprattutto reale.

Altrettanto non può dirsi della fake news di Alessandra Clemente, quella dello stadio ristrutturato grazie al sindaco e ai soldi del Comune. Forse l’assessore è solo arrivata tardi all’appuntamento con la verità, così come è arrivata tardi a festeggiare il suo 32esimo compleanno. Ci chiediamo infatti come mai, una persona che è nata il 23 aprile, spenga le candeline, al Nabilah, il 15 giugno.