sabato, Maggio 28, 2022
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«Pnrr? Serve una ‘rete’ permanente per sopperire alle carenze»

L’esperto a Stylo24: «Misure urgenti per calmierare i prezzi che rischiano di vanificare tutto»

Nei prossimi anni l’Italia riceverà circa 191 miliardi di euro dall’Unione Europea nell’ambito del programma Next Generation Eu (che nel nostro Paese verrà applicato con il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza) studiato per ridurre i divari economici tra le zone più svantaggiate e quelle più ricche dell’Unione. L’Italia ha fatto la parte del leone, incamerando la quota più grande tra i vari stati, per la presenza del Mezzogiorno che rappresenta una grande occasione sciupata per tutta l’Europa. Grossa parte di questi fondi, è bene specificarlo, arriverà sotto forma di prestito che il Belpaese dovrà restituire.

Il rischio quindi è quello di indebitarsi senza aver migliorato la situazione economica e sociale. Spendere, spendere bene e ridurre il divario è dunque essenziale. Al Sud dal Governo ha destinato il 40% delle risorse, ma questo parametro non sembra esser stato rispettato da tutti i ministeri, alcuni sono molto sotto soglia, secondo l’articolo di Marco Esposito su ‘il Mattino’. Qual è il rischio che il Pnrr non funzioni?

«In primo luogo – spiega a Stylo24 il dottor Carlo De Luca, commercialista e componente della giunta UNGDCEC con delega “Finanza agevolata e fondi europei” – è necessario prevedere procedure telematiche semplici e funzionali sia in sede di presentazione che di rendicontazione dei fondi perché format cervellotici di compilazione delle domande o dei progetti non aiutano a comprendere interamente l’idea di business».

«A fronte di uno snellimento nelle procedure di accesso, è necessario pianificare accurati controlli sui progetti realizzati. Inoltre una parte rilevante delle risorse disponibili potrebbe essere assorbita dal mercato attualmente fuori controllo. Negli ultimi mesi i materiali stanno subendo un rincaro giornaliero dei prezzi e la difficile reperibilità di alcuni componenti ha portato un notevole rallentamento della capacità produttiva di molti beni complessi, soprattutto tecnologici».

A questo si aggiunge «il vertiginoso rialzo del costo di gas e carburante delle ultime settimane che potrebbe compromettere definitivamente l’efficacia degli investimenti realizzati in questo contesto. Occorrono quindi misure urgenti per calmierare i prezzi che possano compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese, altrimenti i cantieri del Pnrr, anche per carenza di materie di prime, sono a forte rischio. Sentiamo parlare da troppo tempo di sburocratizzazione ma ancora oggi, purtroppo, dobbiamo constatare che sussistono notevoli risorse già stanziate dalle leggi ma bloccate a causa di decreti attuativi mancanti. Spesso leggi e decreti non sono immediatamente eseguibili ma devono essere definiti aspetti pratici, burocratici e tecnici».

Il problema però che alle amministrazioni locali (soprattutto nel Mezzogiorno) sembra mancare qualcosa per poter accedere ai fondi del Pnrr e portare a compimento i bandi.

«Occorre la creazione di una rete permanente tra enti locali, imprese, professionisti, operatori economici, sistema bancario, università e ricerca, consumatori e famiglie, al fine di comprendere le criticità da affrontare e le opportunità da cogliere. In questo modo è possibile orientare, all’interno dei cluster individuati, i progetti da avanzare sui singoli avvisi e tararli sulle reali esigenze sia temporali che territoriali. La creazione di tale rete è necessaria anche per evitare che parte della spesa non sia impiegata nei tempi previsti. Allo stato attuale, è sotto gli occhi di tutti che gli Enti Locali hanno enormi difficoltà e talvolta non siano in condizione, per carenza di personale e di professionalità specializzate, di portare a compimento gli obiettivi ambiziosi del PNRR, soprattutto negli enti di piccole dimensioni (ad esempio i Comuni con un numero di abitanti inferiore a 5.000)».

Che cosa si può fare per colmare questo gap?

«Sarà indispensabile prevedere meccanismi di monitoraggio, anche mediante appositi sistemi informatici, sull’attuazione dei progetti, delle opere e degli interventi rientranti nel Piano, anche in termini di gestione, rendicontazione ed effettivo utilizzo delle risorse assegnate».

«Come Unione Giovani Dottori Commercialisti abbiamo proposto ad ANCI, la stipula di un protocollo d’intesa per avviare una collaborazione tesa proprio a supportare i Comuni (in particolare, i Comuni di piccole dimensioni) oltre che alla creazione di uno sportello PNRR ad hoc presso ogni Ente. Stiamo formando una classe specialistica e immaginiamo la creazione di una short list di Esperti nelle seguenti fasi di fund raising, progettazione, costituzione partenariati, monitoraggio, rendicontazione e controllo, animazione territoriale. Nel nostro prossimo congresso che si terrà ad Udine dal 7-9 aprile avremo anche modo di confrontarci con i vari attori sui temi fondamentali del PNRR e della finanza d’impresa».

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